La bellezza e il piacere di capire: l'educazione scientifica per le sfide contemporanee

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E. Barelli, G. Tasquier   30-09-2019    Leggi in PDF
Foto G. Lulli

Dal 26 al 30 agosto si è svolto a Bologna, presso il Palazzo della Cultura e dei Congressi, il tredicesimo Congresso della European Science Education Research Association (ESERA). Il congresso è stato organizzato dal gruppo di ricerca in Didattica della Fisica del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Bologna, coordinato da Olivia Levrini che, per l'organizzazione di questo congresso, è stata nominata "Ambasciatrice" della città di Bologna 2019.

ESERA è la più importante associazione europea di ricerca in didattica delle scienze. Nata nel 1995 a Leeds, in Inghilterra, ha come obiettivi quello di migliorare la qualità della ricerca e della formazione alla ricerca nella didattica delle scienze in Europa e fornire un forum per la collaborazione tra paesi europei in questo ambito, ma soprattutto di mettere in relazione la ricerca con la politica e la pratica dell'educazione scientifica in Europa.

Il suo congresso biennale è il più importante congresso di ricerca in didattica delle scienze in Europa e si contende il primato a livello mondiale con la società gemella statunitense (NARST).

L'associazione ha scelto per la seconda volta l’Italia, dopo il Congresso di Roma nel 1997, e ha visto la partecipazione di quasi 1600 tra studenti, docenti e ricercatori da 58 paesi di tutto il mondo, battendo ogni record precedente sia in termini di partecipanti, sia di ricerche presentate.

Il tema scelto per questa edizione del congresso è stato "La bellezza e il piacere di capire: l'educazione scientifica per le sfide contemporanee", volendo valorizzare la bellezza come motore di trasformazione, cambiamento e coinvolgimento in un mondo sempre più complesso e conflittuale. Tra le sfide contemporanee affrontate durante il congresso vi sono stati i cambiamenti climatici, le neuroscienze, il multiculturalismo e multilinguismo, il problema dell’alfabetizzazione scientifica, il tema del genere, il ripensamento delle discipline per interpretare la contemporaneità. Questi e altri temi sono stati discussi per una settimana in 6 relazioni plenarie, 65 simposi, 824 presentazioni orali (in 25 sessioni in parallelo), 410 poster e 15 workshop.

Sempre in voga e di grande interesse per i delegati sono state le sessioni dedicate agli ambiti fondativi della ricerca in Science Education, quali lo studio dei meccanismi di apprendimento e comprensione tipici della scienza, la formazione degli insegnanti, il ruolo della storia e dell’epistemologia e delle nuove tecnologie. Tuttavia, altrettanto ricche e popolate sono state le sessioni rivolte ad ambiti emergenti e sempre più studiati perché al centro di programmi europei quali Horizon 2020 e Horizon Europe. Questi temi riguardano il rapporto tra scienza e società declinato in vari modi: aspetti cognitivi, affettivi e sociali coinvolti nella problematica relazione della cittadinanza con la scienza; aspetti culturali e di genere nell'educazione alla scienza e alla tecnologia; la natura della scienza, i suoi linguaggi e argomentazioni; l’interdisciplinarità e la necessità di trovare nuove forme di integrazione tra Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica (STEM) per formare competenze di cittadinanza e nuove professionalità. Nonostante STEM sia ormai la parola d'ordine per collocarsi disciplinarmente, la fisica rimane l'ambito specifico più studiato, seguito dalla didattica della chimica che sta conquistando, a livello internazionale, molto terreno.

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