Physics for future: le strategie dell'INFN

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P. Antonioli   28-11-2019    Leggi in PDF

L'8 e il 9 novembre 2019 si sono svolte a Bari le "Giornate di studio sul piano triennale" dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), occasione annuale di incontro dell'intera comunità INFN per fare il punto sulle attività, le priorità scientifiche e i progetti emergenti. È stata anche l'occasione, quest’anno, per la relazione da parte di un nuovo Presidente, Antonio Zoccoli, che ha assunto la guida dell'Ente nel luglio scorso. Il quadro che ha tracciato è quello di un ente in salute. Tra le molte iniziative strategiche menzionate nel suo intervento ricordiamo EUPHRAXIA - sulle tecniche di accelerazione basate su plasma, che assicurerà un futuro a lungo termine ai Laboratori Nazionali di Frascati, l'ambizione di candidare l'Italia a ospitare in Sardegna l'Einstein Telescope, e di portare l'INFN a un più attivo ruolo nel campo delle tecnologie quantistiche. Parimenti sono stati evidenziati gli scenari dibattuti nella European Strategy for Particle Physics. Questi ultimi sono stati approfonditi in una relazione separata di Fernando Ferroni: sostanzialmente, nei prossimi sei mesi assisteremo alla finalizzazione della strategia, con un passaggio critico a gennaio del 2020 per – si spera – arrivare a un ampio consenso, finora non raggiunto. La posizione dell'INFN è favorevole alla costruzione di un Future Circular Collider, prima come macchina e+e- per il periodo 2040-2060, e nel ventennio successivo come collisionatore adronico (e per ioni pesanti).

Molto ampie e diversificate le dieci relazioni presentate, di cui è qui impossibile dare conto nel dettaglio (tutte le presentazioni sono disponibili sul sito dell'incontro). Pensando però a un filo conduttore, credo sia emerso il rapporto che l'INFN vuole ed è già capace di costruire in modo ampio con la società. Questo si riflette in una chiara attenzione a tecnologie che hanno un breakthrough potential, come quelle di quantum computing, con campi di applicazione che spaziano dalle simulazioni quantistiche di materiali (per esempio macro-molecole come proteine) ad algoritmi di intelligenza artificiale e di criptografia. Ma anche alle prospettive di sviluppo per i laboratori nazionali quali quello del Sud (che tra l'altro già ospita una facility in cui sono trattati pazienti oncologici con adroterapia) e quelli già citati di Frascati. Sempre in questo ambito vanno inquadrate le ampie relazioni sulle attività della Commissione Scientifica 5 (su ricerca tecnologica e interdisciplinare), in cui è più forte l'interazione con l'industria e la filiera italiana produttrice di sensori al silicio, ma anche su molte altre aree di più immediato impatto applicativo (radiobiologia, adroterapia, fisica ambientale e beni culturali). Hanno completato questa carrellata una relazione sul progetto INFN-E, per applicazioni nel campo dell'energia, e una di Speranza Falciano sulle reti di competenza per il trasferimento tecnologico che già costituiscono e costituiranno sempre più il nuovo framework organizzativo per le attività dell'INFN rivolte ai beni culturali, facility di irraggiamento, fisica medica (in preparazione) e per tecnologie legate al clima (quest’ultima ancora in fase di studio).

In un momento in cui si discute molto dell'impatto sociale della ricerca e di come le competenze di questo settore possano essere utilizzate contribuendo a una più ampia missione di giustizia sociale (si veda per esempio l'interessante rapporto pubblicato nel marzo scorso dal Forum Diseguaglianze e Diversità), l'INFN appare dunque particolarmente ben attrezzato. Senza trascurare ovviamente la ricerca di base, missione primaria dell'Ente, che è comunque sempre alla ricerca di nuova fisica, in un momento in cui quest'ultima appare particolarmente elusiva.

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