365 giorni di Plan S

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S. Bianco   28-11-2019    Leggi in PDF

365 giorni di Plan S

Costo dei contratti con gli editori negoziati in Italia per l'accesso agli articoli scientifici nelle università e negli enti di ricerca (i costi di APC non sono inclusi nelle contrattazioni). I grafici provengono dalla presentazione di S. Mangiaracina alla giornata di studio: "Plan S – Dai principi all'implementazione", Pisa, 8 maggio 2019. Il metodo utilizzato è descritto nel rapporto del 2018 di S. Mangiaracina e C. Morroni.

Poco più di un anno fa nasceva Plan S, iniziativa per sostenere la transizione all’accesso aperto – Open Access (OA) – delle pubblicazioni scientifiche finanziate con fondi pubblici. Plan S è stata concepita e lanciata da cOAlition S, collaborazione formata da enti e agenzie di ricerca europee operanti sia nel settore scientifico, sia in quello umanistico/sociale e sostenuta dalla Commissione Europea e dal Consiglio Europeo della Ricerca. Plan S nasce come azione da parte degli enti finanziatori in opposizione all’aumento ingiustificato dei costi di abbonamento alle riviste scientifiche che in 20 anni sono aumentati in media del 500%, ben al di là di qualunque indice inflattivo. Un anno fa descrivemmo su queste colonne come Plan S individui due obiettivi strategici per la promozione dell'OA: gli enti aderenti non finanzieranno la pubblicazione su riviste che richiedono il pagamento dei diritti di pubblicazione in aggiunta al costo degli abbonamenti (double-dipping), né utilizzeranno l’indice di qualità della rivista chiamato Impact Factor (IF). La collaborazione cOAlition S riconosce inoltre l'importanza del deposito immediato (il cosiddetto green OA) dell’articolo nella sua versione finale, da parte dell’autore, su archivio istituzionale o di soggetto, impegnandosi a sostenere lo sviluppo e la gestione degli archivi.

Qual è il bilancio dei primi 365 giorni di Plan S? Al suo debutto l'iniziativa suscita immediatamente interesse e scalpore, con reazioni contrastanti. In Italia aderisce solo l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) che, riconoscendo all'iniziativa potenzialità ma anche criticità, promuove una campagna di incontri con la comunità scientifica nazionale. Molte voci critiche si levano accanto a quelle favorevoli, in particolare da società scientifiche e da associazioni di giovani scienziati vengono espresse preoccupazioni per il passaggio a un modello economico con pagamento dei diritti di pubblicazione da parte dell’autore. cOAlition S recepisce le critiche e promuove un sondaggio sulle linee guida e tempistiche di implementazione di Plan S. Il sondaggio riscuote successo, le reazioni vengono analizzate e le linee guida implementative sono aggiornate.

Il mercato dell'editoria scientifica internazionale reagisce vivacemente a Plan S. Assistiamo a clamorose rotture di contratti di abbonamento, primo fra tutti quello dell’Università della California con Elsevier, uno dei cinque grandi editori oligopolisti mondiali. Si stipulano d'altro canto contratti basati su modelli, senza double-dipping, conformi a Plan S come quelli, in Germania, con Wiley e successivamente con Springer-Nature. In Italia la discussione si sviluppa. L'ICTP e la SISSA non rinnovano il contratto ad abbonamento con Elsevier. La CRUI apre una discussione su Plan S e attiva il suo consorzio negoziale CARE (cfr. per esempio l'intervento di A. Pozzolo al recente confronto dibattito a Firenze) per impostare contratti senza double-dipping conformi a Plan S. La SIF è in prima linea nello stimolare la discussione su Plan S e, riconoscendo l'importanza del coinvolgimento dei giovani scienziati, ospita uno spazio dedicato in collaborazione con l'Associazione italiana studenti di fisica nell’ambito del congresso nazionale a L’Aquila. L'Unione Matematica Italiana è critica verso Plan S, ma apre un tavolo di discussione al congresso nazionale di Pavia. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) forma un gruppo di lavoro sull'OA (cfr. intervento di A. De Rosa a Pisa) e ricercatori del CNR producono i primi studi sulle spese annuali nazionali di abbonamenti ai periodici scientifici, utilizzando i dati resi disponibili da CARE. L'INFN firma la dichiarazione DORA seguendo i principi di Plan S e impegnandosi a non utilizzare l'IF. Anche il contesto nazionale sembra ricco di fermenti. In Senato è in discussione la proposta di legge per l'adeguamento della legge italiana sul diritto d'autore e la creazione di un'anagrafe della ricerca nazionale. Il MIUR forma un gruppo di lavoro incaricato di redigere il primo piano nazionale sulla Scienza Aperta. I principi dell'OA, infine, iniziano a farsi strada anche sulla stampa generalista.

Molti dubbi su Plan S sono stati fugati ma altri ne rimangono. La chiave del successo di Plan S è nella sua interazione con i meccanismi di valutazione della ricerca, un'occasione da non perdere in uno scenario nazionale e internazionale finalmente attivo. E non dimentichiamo che la prossima grande sfida è in arrivo: assicurare corretta diffusione degli open data mantenendone la proprietà saldamente lontana dalle mani dei poteri oligopolistici dell'editoria scientifica.

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