Con il rinato Ministero dell'Università e della Ricerca
si accendono le speranze

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A. Bracco   28-01-2020    Leggi in PDF

È stato un fine anno 2019 con colpi di scena per l'Università e la Ricerca e con un risultato finale inatteso: il MIUR si scinde tra Scuola e Università e Ricerca con a capo due ministri, Lucia Azzolina per la Scuola e Gaetano Manfredi per l'Università e la Ricerca.

Prima di esprimere commenti a proposito è importante fare un passo indietro per segnalare due fatti rilevanti che potrebbero avere influito sulla scelta dello scorporo dal Ministero dell'Istruzione la parte relativa a Università e Ricerca. Questi fatti, accaduti nei giorni prossimi al Natale, sono gli invii di due lettere riguardanti i finanziamenti pubblici a Istruzione e Ricerca, una al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte da parte della Consulta dei Presidenti degli Enti di Ricerca (ConPER) e la seconda indirizzata anche al Presidente Sergio Mattarella da parte dell'Accademia delle Scienze detta dei Quaranta (XL), la più antica accademia scientifica italiana. Sono venuta a conoscenza di queste lettere grazie a Luisa Cifarelli, che ringrazio molto, la quale in qualità di membro uscente della ConPER ha ricevuto copia delle lettere il cui contenuto è stato discusso lo scorso dicembre all’interno della Consulta. Le lettere erano state scritte per dare sostegno alla protesta dell'ex ministro Lorenzo Fioramonti che successivamente ha dato le sue dimissioni.

Entrambe le lettere hanno sottolineato la ferita, tutt'ora insanata, inferta al mondo della Scuola, dell'Università e della Ricerca dai tagli di fondi operati in passato. L'istruzione di secondo e terzo livello sono tutt'ora finanziate meno rispetto al 2008 e l'Italia d'oggi investe in ricerca solo l'1,3% del PIL (quanto Portogallo ed Estonia) anziché il 2% come previsto dall'Unione Europea, relegandoci alla dodicesima posizione. Gli stanziamenti del MIUR agli enti pubblici di Ricerca sono scesi dai 1857 milioni del 2002 ai 1483 del 2015 e questi dati mettono in luce lo stato di grande sofferenza in cui versa questo settore che del resto è molto strategico per lo sviluppo del nostro paese. Le due lettere intendono chiaramente richiamare l'attenzione del Governo sulla necessità di fare ulteriori sforzi per il finanziamento dell'Istruzione, della Scuola, dell'Università e della Ricerca.

L'aver scorporato dal MIUR, dopo circa 12 anni, l'Università e la Ricerca viene interpretato come un segnale di maggiore attenzione al mondo accademico e della ricerca e si spera vivamente che i fatti possano presto confermare questa impressione. Per molti anni il sistema universitario e della ricerca, che costituisce una grande infrastruttura che unifica il paese e rafforza i collegamenti internazionali, è stato immeritatamente trattato come una cenerentola e quindi interventi per cambiare la situazione sono particolarmente urgenti.

Il Ministro Manfredi, forte della sua esperienza accademica e di presidenza della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) ha ben presenti i problemi e le necessità sia nel settore della didattica che della ricerca. Le dichiarazioni da lui fatte alla stampa riguardanti il suo forte impegno come ministro per aumentare gradualmente i fondi ci fanno ben sperare. Inoltre, sono particolarmente apprezzabili e condivisibili le sue intenzioni di garantire condizioni migliori e nuove opportunità per i giovani sia studenti che ricercatori. I giovani sono coloro che forniranno nuove energie e aiuteranno il nostro paese a crescere e a essere più competitivo.

Concludo quindi con la speranza di avere presto notizie su azioni concrete molto positive da parte del nostro Ministero da commentare nelle prossime edizioni della nostra newsletter e da veicolare con le nostre attività culturali e di divulgazione.

Al Ministro e i suoi collaboratori da parte della SIF i migliori auguri di buon anno e soprattutto di un buon lavoro che possa produrre quella svolta che attendiamo da molto tempo.


Angela Bracco
Presidente SIF


The reborn Ministry of University and Research switches on hopes

The ending of 2019 has witnessed plot twists for the University and Research resulting in an unexpected conclusion: the MIUR (Ministry of Education, University and Research) splits between School and University & Research with two ministers, Lucia Azzolina for School and Gaetano Manfredi for University and Research.

Before expressing my comments, it is important to take a step back to report on two relevant facts that could have affected the split of University and Research from MIUR. These facts, which occurred around Christmas, consisted in the sending of two letters concerning public funding to Education and Research, one addressed to the Prime Minister Giuseppe Conte by the Panel of Presidents of Italian Research Institutions (ConPER) and the second addressed also to the President of the Republic Sergio Mattarella by the Academy of Sciences, known as the Quaranta (XL), the oldest Italian scientific academy.

Both letters underlined the wound, still unhealed, inflicted to the world of school, university and research by the cuts in funds made in the past. Second and third level education are still financed less than in 2008 and Italy today invests only 1.3% of GDP in research (as much as Portugal and Estonia) instead of 2% as foreseen by the European Union, relegating us to twelfth position. MIUR's allocations to public research have gone down from 1857 million in 2002 to 1483 million in 2015. These data highlight the state of great suffering of this sector which is very strategic for the development of our country. The two letters clearly intend to draw the attention of the government to the need to make further efforts to finance education, school, university and research.

Having separated University and Research from MIUR, after about 12 years, is interpreted as a sign of greater attention to the academic and research sectors and it is hoped that concrete facts will soon confirm this impression. For many years the university and research system, which constitutes a large infrastructure that unifies the country and strengthens international connections, has been undeservedly treated as a “cinderella” and therefore actions to change the situation are particularly urgent.
Minister Manfredi, with his academic experience and his appreciated presidency of CRUI (Conference of Rectors of Italian Universities), is well aware of the problems and needs in both teaching and research sectors. The statements he made to the press regarding his strong commitment as a minister to gradually increase fundings give us hope. Furthermore, his intentions to guarantee better conditions and new opportunities for young students and researchers are particularly appreciated. Young people are those who will provide new energies and help our country to grow and to be more competitive.

Best wishes for a happy new year to the Minister and his collaborators from SIF and moreover special wishes for a good and productive work leading to the turning point that we have been waiting for a long time.


Angela Bracco
SIF President

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