Stoccolma 2019: un tributo a Enrico Fermi

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R. Casalbuoni, D. Dominici, M. Sica   28-01-2020    Leggi in PDF

Stoccolma 2019: un tributo a Enrico Fermi

L'Istituto Italiano di Cultura C.M.Lerici.
Credits: TUTTO.Leonardo by Mariangela Levita. 27 novembre 2019 - 15 febbraio 2020.

Il 5 dicembre 2019 si è tenuto a Stoccolma il convegno "December 1938: Enrico Fermi in Stockholm" organizzato da una collaborazione con l'Università di Firenze dell'Ambasciata Italiana, dell’Istituto Italiano di Cultura e del Rotary Club International di Stoccolma. Scopo del convegno era quello di celebrare la figura del grande scienziato italiano che il 10 dicembre del 1938 ricevette il Premio Nobel dalle mani di Re Gustavo V e che, dopo un breve soggiorno a Copenhagen da Bohr, emigrò negli Stati Uniti in seguito all’emanazione delle leggi razziali e alle difficoltà incontrate in Italia per effettuare ricerche scientifiche d'avanguardia dopo i grandi successi ottenuti in Via Panisperna.

Il convegno ha avuto luogo nei suggestivi locali dell'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, che è nato come espressione di un'opera d'arte totale: l'architettura, gli arredi e anche i più piccoli dettagli incarnano nella loro globalità quei valori umanistici che legarono in un unico progetto Giò Ponti, architetto e designer, e Carlo Maurilio Lerici, industriale dell'acciaio, che ne sostenne la maggior parte dei costi di realizzazione. Era il 1953, e nel quartiere di Gärdet era stato identificato un appezzamento di terra che il governo svedese aveva donato a quello italiano per la realizzazione di una sede che fosse luogo di condivisione di saperi e di iniziative di scambio culturale. L'edificio, il primo progettato da Ponti all'estero, è quel "cristallo" che significava per Ponti una forma definita e conclusa, essenziale e pulita che rimane durevole nel tempo. I muri "portanti", il tetto volante, le minuscole tessere di ceramica che rivestono l'esterno, interrompendosi per lasciare spazio al bugnato, sono il segno del rapporto profondo e unico che l'architetto ebbe con la sua opera.

L'Istituto Italiano di Cultura, che vide gli interventi di Pierluigi Nervi per il soffitto a losanghe luminose dell'auditorium, e di Ferruccio Rossetti per l'ampliamento dell'atrio, fu inaugurato alla presenza del re di Svezia Gustavo VI Adolfo il 24 novembre 1958. Ancora oggi la presenza degli arredi, delle luci, dei materiali originali dell'epoca e dei colori, la cui scelta era parte integrante del progetto di Ponti, nonché la destinazione d'uso rimasta immutata in questi 60 anni, ne fanno un unicum nella storia dell'architettura italiana nel mondo e nell'opera di Ponti.

Nel prestigioso auditorium di Ponti e Nervi, dopo i saluti di Mattia Mazza, Vice Capo Missione dell'Ambasciata, e di Maria Sica, Direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura, si è aperto il convegno cui hanno partecipato come relatori Daniele Dominici (Università di Firenze), Luisa Cifarelli (Università di Bologna, Presidente del Centro Fermi), Roberto Casalbuoni (Università di Firenze) e Karl Grandin (Direttore del Center for History of Science at the Royal Swedish Academy of Sciences).

Dopo un contributo di Daniele Dominici, che ha ricordato l'inizio della carriera accademica di Enrico Fermi all’Università di Firenze, Luisa Cifarelli ha illustrato le grandi scoperte dello scienziato nel laboratorio romano di Via Panisperna. Karl Grandin ha poi tenuto una relazione sulle procedure che portarono l'Accademia delle Scienze ad assegnare il Premio Nobel a Fermi, mentre Roberto Casalbuoni ha illustrato le sue notevoli qualità di docente e ricordato i numerosi suoi allievi a loro volta insigniti del Premio Nobel.

Il convegno si è concluso con un contributo di Benedetta Pelosi (Università di Stoccolma) che ha presentato il libro "Guglielmo Marconi and Enrico Fermi: Two Nobel Prizes seen by the Rotarian Nello Carrara" di Franco Angotti e Giuseppe Pelosi dell'Università di Firenze.

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