Tra ricerca e divulgazione, intervista a una giovane conduttrice di Superquark+

Condividi su      
A. Marino   27-02-2020    Leggi in PDF

Tra ricerca e divulgazione, intervista a Giuliana Galati di Superquark+

Piero Angela con i giovani conduttori di Superquark+ tra cui Giuliana Galati, con la giacca rossa. Foto di Assunta Servello per Rai1.

Non è forse il sogno nel cassetto di molti giovani fisici poter lavorare con Piero Angela? Ebbene, stiamo per raccontare la storia di un sogno diventato realtà. Giuliana Galati, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Sezione di Napoli), volto già noto alla Società Italiana di Fisica per aver vinto il Premio "Ida Ortalli" di Operosità Scientifica nel 2019, approda sulla Rai alla trasmissione Superquark+. Parliamo della nuova veste del noto marchio storico della Rai, e della divulgazione scientifica nel nostro paese, immaginata per il web. Piero Angela, affiancato da cinque giovani divulgatori, propone un format innovativo, breve e veloce, adeguato al linguaggio delle piattaforme digitali, ma che conserva il rigore e la chiarezza della tradizione televisiva. Si tratta di 10 puntate monografiche di 15 minuti dedicate ad argomenti di grande interesse, che vengono esplorati attraverso interventi e servizi filmati. Il tutto in onda su RaiPlay.

Tra i 5 giovani divulgatori, di cui ben tre fisici, abbiamo contattato Giuliana, dottore di ricerca e ricercatrice in fisica delle particelle e astroparticelle. Giuliana si è laureata in fisica nucleare, subnucleare e astroparticellare all'Università di Bari. Ha conseguito il dottorato di ricerca in fisica presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, dove continua a lavorare in esperimenti riguardanti neutrini, materia oscura e fisica medica. Ha cominciato la sua attività di divulgatrice raccontando i risultati delle sue ricerca e partecipando al contest per giovani ricercatori FameLab. È tra gli autori e fondatori del noto podcast Scientificast.

Per Superquark+ ha firmato due puntate: Il Sonno e Il Gioco. Nella puntata sul sonno, viene mostrato quello che accade al nostro cervello quando dormiamo, le sue varie fasi, cosa significa essere sonnambuli, e come poter migliorare la qualità del nostro sonno. Nella puntata sul gioco si spazia dalla sua funzione educativa e pedagogica fino agli aspetti negativi, come la ludopatia, passando per le più moderne versioni del gioco, ovvero i videogames. In particolare, Giuliana porta lo spettatore tra i calcoli della probabilità di vincere comprando gratta e vinci. Sono due temi sicuramente di grande interesse per il pubblico: chi non ha sognato di vincere una lotteria? Chi non si è chiesto cosa succede nel nostro cervello quando sogniamo ?

Ma qual è il legame tra gli studi di Giuliana sul neutrino e tutto ciò? Le abbiamo chiesto di raccontarci un po' la sua storia di ricercatrice e divulgatrice.

Siamo abituati a immaginare quella del divulgatore come una figura professionale a sé. Tu invece sei sia una ricercatrice che una divulgatrice. Credi che il tuo lavoro di ricercatrice abbia facilitato la tua professione di divulgatrice? O che esista qualche forma di conflitto ?

L'unico conflitto è il tempo a disposizione, sempre troppo poco! Io sono molto contenta di essere prima di tutto una ricercatrice, perché posso raccontare il mondo della scienza dall'interno. D’altra parte, come ricercatrice trovo sia importantissimo uscire dalla "torre d'avorio" e rendere gli altri partecipi di quello che faccio per far capire quanto sia importante investire nella ricerca, ma anche per far apprezzare la bellezza che c'è nella scienza e come la curiosità per la conoscenza ci porti a superare i nostri limiti.
Ho iniziato a fare divulgazione parlando proprio dei neutrini che studiavo, ma in Superquark+ mi sono trovata a dover parlare anche di argomenti che non conoscevo e la mia formazione è stata utile per capire come muovermi tra le varie fonti, per esempio, o tra i numeri dei gratta e vinci!

La formazione accademica in Italia è sufficiente a formare un fisico alla professione di divulgatore ?

Adesso anche a livello di formazione accademica si inizia a tenere in conto l'importanza della divulgazione, ma sono ancora poche le possibilità di formarsi in tal campo all’interno del proprio percorso di studi. A Napoli, per esempio, c'è un gruppo di studenti e ricercatori, i PONYS, che organizza attività divulgative e si fa le ossa sul campo, passando poi il know-how acquisito alla generazione successiva.
Durante il mio dottorato ho avuto la fortuna di poter frequentare dei "corsi accelerati" di divulgazione scientifica, sia a livello nazionale che internazionale, e li ho trovati illuminanti. Uno di questi era organizzato proprio dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Se dovessi dare un consiglio a un giovane fisico che vuole intraprendere questa strada quale sarebbe ?

Di mettersi in gioco nelle attività più disparate: uno stand all'interno di una grande manifestazione aiuta a catturare l’attenzione ed essere diretti e concisi con un pubblico vario, organizzare un laboratorio per bambini o studenti insegna a usare un linguaggio semplice e comprensibile, parlare in un podcast ci fa scervellare su come spiegare qualcosa senza il supporto delle immagini ... e poi ci sono i "talent" anche in questo campo, come FameLab, dove l'obiettivo è spiegare un argomento scientifico in soli tre minuti di fronte a una vasta platea!

Concludendo, non vi perdete Superquark+ su Raiplay!

comments powered by Disqus