L'impegno della scienza per l'Ecce Homo

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F. Casali   28-04-2020    Leggi in PDF

Ecce Homo (elaborazione grafica Studio Letizia Giovati, Parma). Courtesy Eliana Siotto, CNR, Pisa.

La più recente delle mostre antologiche sulle opere del grande pittore siciliano Antonello da Messina si è tenuta a Milano l'anno scorso, dal 21 febbraio al 2 giugno 2019, a Palazzo Reale. Oltre al famosissimo quadro dell'"Annunziata", splendida Madonna con velo azzurro, era esposto l'"Ecce Homo o Cristo alla colonna" (1475), quadro bellissimo ma meno conosciuto. Si tratta di un'immagine di Cristo con una corona di spine sul capo, ancora non crocefisso. Ponzio Pilato aveva cercato di salvarlo facendolo fustigare a sangue – piuttosto che ucciderlo – e, infine, sottoponendo alla folla l'alternativa se crocifiggere lui o Barabba. "Ecco l'Uomo! Scegliete!". In attesa di questo giudizio popolare, Gesù ha un'espressione implorante quasi chiedesse il nostro aiuto. Immagine splendida (Antonello ha dipinto altri tre quadri sullo stesso soggetto)!

Il quadro, olio su tavola di 48,5x38 cm2 (parte dipinta 43x32,4 cm2), portato a Piacenza dopo la morte del cardinale Giulio Alberoni, è conservato nell’appartamento privato del Cardinale presso il Collegio Alberoni (vale il viaggio!).

Dal 2002 è esposto in una teca fissa micro-climatizzata dove è possibile vederlo con visita accompagnata. Grazie a questa intelligente tutela da parte dell'Opera Pia Alberoni, si è riusciti a stabilizzare i valori di temperatura e soprattutto di umidità relativa, in modo da evitare oscillazioni esiziali per il dipinto. Come afferma Francesca De Vita, la restauratrice che controlla le condizioni della delicata tavola con un costante monitoraggio del prezioso dipinto: "L'opera richiede un'attenzione straordinaria. L'intrinseca fragilità è stata accresciuta da operazioni di restauro oggi obsolete, oltre a momenti di precario contesto ambientale durante la seconda guerra mondiale. Per la gestione dell'equilibrio conservativo sono state fondamentali le analisi diagnostiche non invasive nell'ambito del Progetto ECCEHOMO E-RIHS.it".

Tale Progetto, avviato a seguito della call 2017 di E-RIHS.it, nodo italiano dell'European Research Infrastructure for Heritage Science, ha permesso di effettuare sul dipinto alcune indagini diagnostiche non invasive di diversa tipologia. Al Progetto hanno partecipato quattro importanti gruppi di ricerca italiani: il CNR-IFAC di Firenze, che ha effettuato analisi con luce visibile, vicino infrarosso e ultravioletto: tecniche che permettono di caratterizzare i disegni preparatori, identificare i materiali pittorici originali ed evidenziare ritocchi di antichi restauri; l'INFN-CHNet di Firenze, che ha eseguito una mappatura mediante fluorescenza indotta da raggi X (XRF) per la caratterizzazione dei materiali pittorici; l'INFN-CHNet di Bologna, che ha sviluppato tomografie 3D per l'individuazione di gallerie prodotte da insetti xilofagi e stato conservativo del supporto ligneo; il CNR-ISTI di Pisa, che ha elaborato un modello 3D dell’opera per la conoscenza dei suoi dati geometrici e morfologici.

Tutti i dati conoscitivi sull'Ecce Homo sono poi stati integrati dal CNR-ISTI su una piattaforma digitale appositamente creata in supporto alla delicata attività di monitoraggio di curatori e restauratori.

Il 28 novembre 2019, a Piacenza presso il Collegio Alberoni, si è poi tenuto il Convegno "ECCEHOMO. Progetto E-RIHS.it: gli esiti delle indagini". Il Convegno ha avuto la presentazione di Giorgio Braghieri, Presidente dell’Opera Pia Alberoni, Fondazione che ha organizzato l'evento in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza e il gruppo E-RIHS.it. Dettagli del programma e dei risultati ottenuti sono accessibili al link ufficiale del Progetto.

Un aspetto rilevante di questa ricerca consiste nell'aver trasportato al Collegio le varie apparecchiature di diagnostica non invasiva evitando, in tal modo, lo spostamento dell’opera da studiare. In definitiva, un Progetto che ha dimostrato come Arte e Scienza possano e debbano collaborare.

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