Il messaggio delle Università durante la pandemia

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E. Coccia, S. De Pasquale   28-04-2020    Leggi in PDF
Aula Magna Santa Lucia dell'Università di Bologna

Qual è stata la reazione del sistema universitario italiano alla pandemia?

Va dato merito ai nostri atenei di avere profuso un impegno straordinario. Alla fine di marzo, dopo quasi tre settimane di lockdown, nelle 82 università erano state tenute online il 96% delle lezioni previste. Pure in modalità telematica erano stati svolti 60 mila esami e ben 27 mila studenti si erano laureati.

Studenti, ricercatori e docenti, tramite l'uso di vari software divenuti oggi popolarissimi, hanno tenuto accesa la fiamma dell'insegnamento e della formazione alla ricerca.

Il potenziale intellettuale del mondo universitario si scopre naturalmente rivolto alla nuova storica situazione che il pianeta sta vivendo e ai temi di ricerca che tale situazione solleva al centro dell'attenzione. Temi che vanno dalle scienze della vita, naturalmente, all'uso delle tecnologie digitali, allo studio di una nuova sostenibilità sociale, economica e ambientale. Si riconosce che occorre provare a trasformare l'esperienza che stiamo vivendo in valore.

Le università pur semideserte e spogliate dalla presenza vivace degli studenti, appaiono così, virtualmente, come luoghi di elezione da dove partire per una presa di coscienza collettiva dell'importanza nella società dell'istruzione, della ricerca e dell'assistenza sanitaria. Parte da qui l'insegnamento che tutte le persone sono importanti, che apparteniamo a un'unica comunità e che i pilastri su cui si basa la dignità umana sono il diritto alla conoscenza e il diritto alla salute.

Il mondo che affronteremo nei prossimi anni vedrà sfide, minacce e opportunità storiche. Avrà più che mai bisogno di consapevolezza, idee ed entusiasmo, cioè dell'Università.

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