L'identità di un corso di laurea

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 S. Croci    30-09-2020

Ecco l'identità del Corso di Laurea in Ottica e Optometria che, ormai istituito in diverse sedi, è una realtà consolidata:

Nome: Corso di Laurea in Ottica e Optometria;
Sedi: 8 in Italia;
Segni distintivi: Classe di Laurea L30; Età = anni 19.  

La peculiarità e forza di questo corso sta proprio nel fatto che rientri nella classe L30, con un piano di studi arricchito da  attività formative  integrative  di tipo biomedico, così da formare un laureato  con un profilo specifico atto a collaborare con il medico oculista o con altre specializzazioni, pur mantenendo separate le attività e le competenze.

In quasi ogni famiglia c'è qualcuno che indossa occhiali, dispositivi ottici compensativi. Si parte da qui, dai dispositivi ottici più diffusi fino a quelli di ultima generazione, come per esempio le lenti a contatto che si indossano solo di notte per correggere un difetto visivo durante il giorno.  Competenze della fisica che si accostano e accrescono grazie a quelle  della fisiologia  oculare,  e che vedono applicazioni anche nei dispositivi 3D per la visione ormai entrati nella nostra quotidianità. Ci sono poi gli studi di  visual training optometrico: un procedimento attraverso il quale si va a rieducare il sistema visivo per farlo funzionare in modo corretto, mediante una serie di esercizi raggruppati in un programma di allenamento visivo con  applicazioni in ambito  sportivo, ma anche di studio o lavoro.  Postura e visione, tema per una lezione di fisica applicata alla medicina, è un altro degli ambiti su cui lavorano ricercatori di fisica e optometristi in modalità interdisciplinare con medici fisiatri, fisioterapisti e osteopati.

Ne parliamo perché è di pochi giorni fa una lettera a firma di tutti i coordinatori dei Corsi di Laurea in Ottica e Optometria, indirizzata al Ministro dell'Università e della Ricerca (MUR) e al Ministro  della Salute, sulla definizione delle competenze dei laureati in Ottica e Optometria. Nella lettera si richiede che  "tutte le loro specifiche competenze professionali vengano riconosciute all'atto dell’iscrizione all'Ordine, in particolare la capacità di svolgere misure ottiche, optometriche e strumentali della funzionalità visiva della persona e di individuare e progettare gli opportuni ausili ottici compensativi".  Il problema era emerso in relazione a una proposta che vedeva di fatto una restrizione delle competenze al solo campo industriale. Su tale questione già il Consiglio Universitario Nazionale (CUN) a dicembre del 2019, interpellato dal MUR, aveva espresso l'opinione che "al fine di procedere alla individuazione delle prove che dovranno costituire l'esame di abilitazione alla professione sanitaria del Fisico è necessario che le attività professionali a esse riservate siano prima definite in accordo con tutti gli interlocutori istituzionali coinvolti".

A oggi la situazione sembra ancora non avere una risposta, con conseguenti  possibili ripercussioni in particolare sulla capacità attrattiva di questo corso di laurea.