Einstein parla italiano: un nuovo documentario di Rai Storia

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 R. Simili    28-05-2021     Leggi in PDF
Da una scena del documentario: Albert Einstein e Federigo Enriques, interpretati da due bravi attori, per le scale dell’Archiginnasio, Bologna, 1921.

Ciò che abbiamo raccontato in poco più di 50 minuti – questa è la durata standard dei documentari di Rai Storia – è una storia poco nota: quella dei rapporti stretti e durati tutta la vita, tra Einstein e l'Italia.

Rapporti non solo scientifici, ma anche familiari e personali, che abbiamo potuto ricostruire, oltre che dagli scambi epistolari con i colleghi italiani, dalla corrispondenza tra Albert Einstein e Ernestina Marangoni, amica di gioventù sua e della sorella Maya, nonché dai ricordi di Adriana Enriques.

Ecco dunque che al racconto delle tre conferenze tenute da Einstein a Bologna nel 1921, su invito del matematico Federigo Enriques, si intrecciano le ricostruzioni dell’adolescenza di Albert tra Pavia, Milano e Casteggio – quegli anni che lui stesso ricorda affettuosamente come "i più belli della mia gioventù".

Ed ecco che alle parole di Enriques in Archiginnasio, per presentare l’illustre ospite, si affiancano i ricordi personali e intimi della figlia Adriana, che aveva avuto il compito di accogliere il fisico, già famoso, alla stazione di Bologna; alle spiegazioni puntuali del contenuto delle tre conferenze bolognesi, si aggiunge il ricordo di quella lezione "speciale", tenuta ai giovani studenti dell'Università di Bologna.

Rapporti e intrecci con l'Italia che si rafforzano nei momenti drammatici della dittatura fascista, quando Albert tentò – ahimè invano – di scongiurare il giuramento al regime richiesto nel 1931 ai docenti universitari. Era stato interpellato dal suo vecchio amico, il giurista Edoardo Ruffini, e subito aveva scritto al ministro Rocco, auspicandone la solidarietà nel ritenere "beni superiori" i progressi dell’ingegno europeo, beni edificati sul principio della libertà di pensiero e d’insegnamento e lo pregava di evitare ripercussioni e mortificazioni ai colleghi italiani. Rocco non si prese neppure il disturbo di rispondere personalmente, ma fece rassicurare Einstein che il giuramento non comportava alcuna adesione di stampo politico e che solo "sette o otto" professori avevano sollevato alcune obiezioni; tutti gli altri avevano giurato. Dunque nulla di fatto: "In Europa andiamo incontro a bei tempi", fu la significativa annotazione di Einstein nel suo diario!

Dopo la Seconda Guerra mondiale, Einstein riprese a scrivere all'amica d’infanzia Ernestina, rallegrandosi per la caduta della dittatura; mentre esprimeva solidarietà al filosofo Benedetto Croce con il quale aveva condiviso i medesimi propositi democratici e che in quel momento partecipava alla battaglia politica post-bellica per la ricostruzione dell'Italia

Quello che abbiamo voluto mettere in scena e raccontare, attraverso una sceneggiatura vivace, ricostruzioni in costume, interviste a esperti, animazioni, letture di documenti originali, è un’immagine più intima e meno divulgata di Albert Einstein, un’immagine quasi familiare.


Scopri di più:
Il documentario, sponsorizzato dalla Società Italiana di Fisica, è andato in onda in anteprima assoluta su Rai Storia il 14 maggio 2021, come già annunciato su SIF Prima Pagina, ed è ora fruibile su YouTube.


Raffaella Simili – Professoressa emerita di Storia della Scienza presso l'Università di Bologna, si interessa di storia della scienza e della cultura, delle istituzioni scientifiche in Italia dopo l'Unità, di prospettive di genere. È Presidente emerito della Società Italiana di Storia della Scienza e Life Member di Clare Hall (Cambridge, UK). Èstata Visiting Fellow in Inghilterra e negli Stati Uniti.