Irène, Marie e le "Petites Curie"

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 M. Focaccia    27-10-2021     Leggi in PDF
Marie alla guida di una delle auto da radiologia nel 1917.

Il 12 settembre 1897 nasce a Parigi Irène, primogenita di Marie (Maria Skłodowska) e Pierre Curie. Scienziata d'eccezione, insieme al marito Frédéric Joliot, formerà una coppia straordinaria che nel 1935 verrà insignita del Premio Nobel per la Chimica per la scoperta di nuovi elementi radioattivi, ottenuti bombardando elementi non radioattivi con particelle α. La scoperta della radioattività artificiale era stata pubblicata alla fine del 1934 sui Comptes Rendus De l'Académie Des Sciences di Parigi e su Nature. Questa scoperta ha decisamente segnato il corso della fisica moderna e, citando Emilio Segrè, "ha aperto nuovi mondi alla fisica nucleare".

Cresciuta in un ambiente stimolante e aperto, viene educata in una sorta di "cooperativa d'insegnamento" organizzata dalla madre e da alcuni suoi illustri colleghi e uomini di cultura, ognuno dei quali insegna alla cerchia ristretta dei bambini, la propria materia. Dopo aver studiato fisica e matematica alla Sorbona, inizia a frequentare l'Institut du radium diretto dalla madre e porta avanti ricerche sulle radiazioni α del polonio. Nel 1926 sposa il collega Joliot, che da un paio d'anni collaborava con Marie all'Institut, e da allora iniziano la loro proficua attività di ricerca. Entrambi cambieranno il loro cognome in Joliot-Curie.

Docente alla Facoltà di Scienze della Sorbona a partire dal 1937, succederà alla madre, morta nel 1934, alla direzione dell'Institut du radium. Come il marito, fu Commissario per l'Energia Atomica e insieme partecipano, nel 1948, all'attivazione del primo reattore nucleare francese. Nel 1936 Irène viene nominata Sottosegretario di Stato per la Ricerca Scientifica; è stata Ufficiale della Legione d'Onore; membro di varie accademie straniere e di società scientifiche, è stata insignita di lauree honoris causa in diverse università. Attiva nel campo sociale e intellettuale per i diritti delle donne, insieme al marito ha condiviso l'impegno politico – entrambi sono iscritti al Partito Socialista – e le convinzioni pacifiste. Irène Joliot-Curie muore il 17 marzo 1956, come la madre a causa di una leucemia provocata dall’esposizione continua alle radiazioni durante i molti anni delle sue ricerche.

In queste poche righe, vorrei ricordare un aspetto forse meno noto dell'attività di Irène la quale (allora giovanissima), insieme alla madre Marie, nel corso della I Guerra mondiale, insegna ai medici militari come utilizzare i raggi X – scoperti casualmente alla fine del 1895 dal fisico tedesco Wilhelm Röntgen – per individuare i proiettili nel corpo dei soldati. È a partire da questo periodo infatti che squadre radiochirurgiche mobili prestano il loro servizio sanitario soprattutto in prossimità delle zone di combattimento, fornendo un aiuto fondamentale nel corso del conflitto grazie all’individuazione di fratture, ma soprattutto di proiettili e schegge di granata. Irène e Marie attrezzeranno personalmente 18 vetture – le "Petites Curie" – e 200 posti fissi di radiologia, recandosi insieme al fronte, nella convinzione che non si dovessero spostare i feriti ma fosse necessario trasportare verso di loro gli apparecchi radiologici. Grazie alla loro tenacia, con l'aiuto della Croce Rossa Francese, dell'Unione delle Donne di Francia e del Patronato dei Feriti, fu soccorso oltre un milione di feriti.

Nel 1921, nel suo libro La Radiologie et La Guerre, Marie Curie scriveva: "L'histoire de la radiologie de guerre offre un exemple saisissant de l'ampleur insoupçonnée que peut prendre, dans certaines conditions, l'application des découvertes d'ordre purement scientifique".


Miriam Focaccia – Ricercatrice presso il Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche "Enrico Fermi" di Roma. Storica della Scienza, è esperta di storia delle istituzioni scientifiche e dei laboratori di ricerca; delle biografie di alcuni protagonisti della scienza post-unitaria. Si occupa altresì del rapporto tra donne e scienza in Italia a partire dal XVIII secolo.