Attorno al nucleo: il nucleare tra scienza, arte e media

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 M. Parenti    29-11-2023     Leggi in PDF

In occasione della messa in scena di "Černobyl’", nuova produzione Elsinor firmata da Federico Bellini per la regia di Michele Sinisi, il Teatro Fontana di Milano, in collaborazione con il Comitato Nucleare e Ragione, ha proposto l'incontro di approfondimento e informazione "Il nucleare tra scienza, arte e media", a partire dalle domande raccolte in un form fatto circolare nelle settimane precedenti su diversi canali. Il questionario invitava il pubblico a raccontarci tutto quello che avrebbe voluto sapere sul tema.

Durante l'allestimento dello spettacolo ci siamo infatti resi conto di quanta disinformazione e confusione ci fosse dietro al nucleare. Per poter affrontare sulla scena un tema del genere abbiamo dovuto immergerci in questa materia, cercando per quanto possibile di comprenderne meglio i meccanismi. Ci è sembrato necessario quindi interpellare alcuni esperti del settore per cercare di fare chiarezza e capire insieme di cosa parliamo quando parliamo di nucleare.

L'incontro, che si è tenuto l'11 novembre al Teatro Fontana, ha toccato quindi diversi aspetti legati al nucleare e all'energia nucleare, partendo proprio dai questionari raccolti per rispondere a tutte le domande sollevate. Ciò che è emerso con più forza è stato il bisogno di sapere qualcosa di più sui rifiuti, sul nucleare come energia rinnovabile e sul suo funzionamento, sulla sicurezza, sulle prospettive future legate a questa tecnologia, su come viene comunicato il nucleare in Italia e, inevitabilmente, su Černobyl’ e su ciò che accadde allora.

Matteo Passoni, direttore del corso di laurea in ingegneria nucleare del Politecnico di Milano, Luca Romano, fisico e fondatore del progetto "L'Avvocato dell'Atomo" e Mattia Battagion, giornalista ambientale di Will Media, durante i 90 minuti dell'incontro hanno fatto una panoramica esaustiva e dettagliata toccando i diversi punti prefissati e rispondendo anche ad alcuni interventi dalla platea, composta da un pubblico numeroso ed eterogeneo di giovani, studenti universitari e persone più anziane. Da queste ultime sono infatti sorte obiezioni dovute soprattutto all'impatto emotivo che hanno avuto i due grossi incidenti alle centrali di Černobyl’ e di Fukushima. Il poco tempo a disposizione non ci ha purtroppo permesso di accogliere tutti gli interventi del pubblico ma ci ha fatto rendere conto di quanto il tema causi ancora forti tensioni e susciti parecchi interrogativi.

A chiudere il dibattito sono stati gli interventi degli interpreti Stefano Braschi e Marco Ripoldi, che hanno raccontato lo spettacolo parlando di come, artisticamente, abbiano provato a lavorare sulla fissione dell’attore sulla scena.

L'intero evento è stato trasmesso in diretta Facebook sui canali del Teatro Fontana e del Comitato Nucleare e Ragione e sull'account YouTube dell'Avvocato dell'Atomo, dove è possibile visionarlo per intero.


Martina Parenti – Laureata in Lettere presso l'Università degli Studi di Pisa, dal 2014 lavora come ufficio stampa e responsabile della promozione per Elsinor Centro di Produzione Teatrale con sede presso il Teatro Fontana di Milano. Da alcuni anni collabora con il Festival Babel di Letteratura e Traduzione di Bellinzona e scrive recensioni letterarie per alcuni quotidiani e riviste ticinesi.