Vesuvius Challenge

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 S. De Luca, A. Marino    28-03-2024     Leggi in PDF

Nelle ultime settimane è diventata virale la notizia relativa ai primi risultati realizzati nell'ambito del Vesuvius Challenge, una competizione nata per accelerare la decifrazione dei documenti carbonizzati ritrovati a Ercolano.

L'eruzione del Vesuvio del 79 d. C. distrusse le città di Pompei ed Ercolano, ma allo stesso tempo la coltre di cenere e pomici ha permesso di conservare un patrimonio archeologico senza eguali.

A metà del XVIII secolo, durante gli scavi di Ercolano voluti dai Borbone, viene portata alla luce la Villa dei Papiri, una delle più preziose biblioteche dell'antichità giunte sino a noi. Il corpus consiste in più di 1800 papiri, la maggior parte dei quali in greco, conservatisi per quasi duemila anni perché carbonizzati. Eppure, è proprio a causa del loro stato di carbonizzazione che risulta impossibile srotolarli senza distruggerli. Nella storia i tentativi di srotolamento sono stati tanti, tutti ben descritti nella pagina Wikipedia dedicata ai Papiri di Ercolano.

Già dal 2007, il gruppo di ricerca di William Brent Seales, del Dipartimento di Informatica dell'Università del Kentucky, ha utilizzato raggi X e la risonanza magnetica nucleare per analizzare i manufatti, stimando che se i rotoli fossero stati completamente srotolati avrebbero misurato circa 12-16 metri ognuno. All’epoca però non furono capaci di identificare l'inchiostro, e quindi a leggere i papiri.

Rotolo di papiro carbonizzato proveniente da Ercolano (PHerc 1667).

Qualsiasi lettura non invasiva dei papiri di Ercolano parte necessariamente da una tecnica sperimentale in grado di rilevare e distinguere la presenza di inchiostro all’interno dei rotoli carbonizzati. Nel 2015 un team guidato da Vito Mocella dell'Istituto di Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti del CNR (ISASI, all'epoca IMM) ed Emmanuel Brun dell'European Synchrotron Radiation Facility (ESRF), ha dimostrato per la prima volta che la tomografia a contrasto di fase con luce di sincrotrone è in grado di leggere i papiri di Ercolano (lavoro pubblicato sulla rivista Nature Communications). Le tecniche di imaging utilizzate si basano sulla misura di minimi cambiamenti di spessore tra le parti del rotolo dove vi è presenza di inchiostro e quelle in cui invece non è stato scritto nulla. Ma ricostruire il testo, e renderlo leggibile, non è comunque banale.

Proprio per questo, il 15 marzo 2023, Nat Friedman, Daniel Gross e Brent Seales dell'Università del Kentucky hanno lanciato il progetto Vesuvius Challenge, mettendo a disposizione di tutti l'Intelligenza Artificiale, i modelli 3D dei papiri sottoposti alle tomografie, e premi in denaro per chi fosse riuscito a decifrare delle parole oppure un intero testo. In premio più di 1 milione di dollari, distribuiti su diverse categorie di premi, tutti provenienti da donazioni. Una commissione, composta da scienziati e papirologi, ha giudicato le tantissime proposte. Tra queste, a distinguersi, la proposta di una squadra di tre giovanissimi: Youssef Nader, uno studente egiziano laureato in biorobotica a Berlino; Luke Farritor, uno stagista di SpaceX di 21 anni e studente universitario del Nebraska; e Julian Schilliger, uno studente di robotica di Zurigo. Il codice di rilevamento dell'inchiostro da loro sviluppato è stato reso pubblico come open source sulla piattaforma GitHub.

L'assegnazione di questo premio ha dato una fortissima spinta al lavoro di ricerca in corso per riuscire a leggere il patrimonio culturale conservato nella Villa dei Papiri di Ercolano. E offre un esempio positivo di come l'Intelligenza Artificiale, spesso messa alla gogna per gli eccessi con cui viene utilizzata, possa invece aiutare a risolvere enigmi in attesa di essere svelati. Per maggiori informazioni vi suggeriamo di consultare la pagina del premio, ricca di moltissime informazioni.


Simona De Luca – È stata a lungo progettista e coordinatrice di progetti europei e internazionali in ambito di cultura, formazione e innovazione; in tale veste ha avuto modo di occuparsi e coordinare le attività di numerosi eventi scientifici e culturali. Da quando è al CNR ha messo le competenze maturate al servizio della scienza. È all'Istituto di Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti dal 2020.

Antigone Marino – È ricercatrice dell'Istituto di Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti del CNR, presso il Dipartimento di Fisica dell'Università di Napoli Federico II, dove coordina le attività del laboratorio di Ottica della Soft Matter. È Consigliere della SIF, Direttore del Board of Directors della OSA Foundation e Presidente di IEEE Photonics Society Italy Chapter.