L'Europa e la sfida del suo sistema satellitare Galileo

Condividi su      
A. Bettini   22-04-2015    Leggi in PDF
Un satellite Galileo in orbita. Credits: ESA - P. Carril

Il 28 marzo scorso l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha annunciato la messa in orbita con successo di altri due satelliti del sistema di navigazione Galileo, che ne ha ora otto in orbita. Galileo 7 e 8, portati da un vettore Soyuz, sono decollati alle 21.46 GMT del 27 marzo 2015 dalla base spaziale europea nella Guiana francese.

Tutti gli stadi del Soyuz hanno operato secondo i piani, rilasciando i satelliti nell’orbita prevista a un’altezza prossima ai 23 500 km, meno di 4 ore dopo il decollo. I test iniziali sono stati fatti congiuntamente dall’ESA e dall’Agenzia spaziale francese CNES. Le prove finali prima della messa in operazione saranno fatti dal Galileo Control Center (GCC) a Oberpfaffenhofen, in Germania, e dal Galileo In-Orbit Testing facility (IOT) a Redu, in Belgio. Ci si aspetta che i due satelliti entrino in funzione la prossima estate. Si aggiungeranno così ai sei lanciati, a coppie, nell’ottobre 2011, ottobre 2012 e agosto 2014.

Una volta completato, il sistema di navigazione globale Galileo dell’UE sarà composto da 30 satelliti e dall’infrastruttura a terra. Sono passati molti anni da quando ebbi l’onore, nel 2001, di ospitare ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN una riunione di Parlamentari europei, organizzata dal COPIT (Comitato Parlamentare per l’Innovazione Tecnologica), per discutere il lancio della costellazione Galileo. Si sperava allora che il sistema potesse essere completato per il 2008, ma molte difficoltà sorsero negli anni successivi. Quasi tutte non di carattere tecnico. Ora però il programma è in marcia.

La fase di completa operatività è interamente finanziata dalla Commissione Europea, per una spesa di investimento complessiva stimata in 13 G€. La Commissione e l’ESA hanno firmato un accordo di delega, in forza del quale ESA agisce come agente di progetto e provvigione per conto della Commissione.

Due altre missioni, ciascuna con due satelliti, sono programmate per settembre e dicembre di quest’anno. Successivamente, si prevede di dare i primi servizi agli utenti (per le automobili e i telefoni) a metà del 2016. Ci si aspetta l’operatività della struttura completa di 24 satelliti più 6 di riserva per il 2020, permettendo finalmente all’UE di avere un proprio sistema GPS indipendente da quello USA. Galileo è evidentemente d’importanza strategica per l’Europa, come lo sono GLONASS per la Russia e BeiDou per la China.

Galileo, cui contribuisce anche l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), è dunque una priorità per l'Europa: quella di un sistema autonomo di navigazione e localizzazione satellitari di altissima precisione, interamente concepito per uso civile, complementare e integrabile con gli altri sistemi mondiali attualmente esistenti.


Alessandro Bettini
Vice Presidente SIF

Scopri di più 12


Europe and the challenge of its satellite system Galileo

On March 28 the European Space Agency (ESA) announced the successful launch of two satellites of the EU’s Galileo satellite navigation system, which now has eight satellites in orbit. Galileo 7 & 8 lifted off at 21.46 GMT on 27 March from Europe’s Spaceport in French Guiana on top of a Soyuz rocket. All the Soyuz stages performed as planned releasing the satellites into their target orbit close to 23 500 km altitude, less than 4 hours after take-off.

The initial tests were performed jointly by ESA and France's CNES Space Agency. The final tests before commissioning will be performed by the Galileo Control Center in Oberpfaffenhofen, Germany and the Galileo In-Orbit Testing facility (IOT) in Redu, Belgium. The two satellites are expected to start operational service by next Summer. The new pair will join the six ones already launched, in October 2011, October 2012 and August 2014.

The Galileo EU’s global navigation system will consist of 30 satellites and their ground infrastructure. Many years have gone by since when, in 2001, I had the honour to host at the INFN Gran Sasso National Laboratory a meeting, organised by the Italian COPIT (Comitato Parlamentare per l’Innovazione Tecnologica) of EU Parliaments' members engaged in space policy, discussing on the launch of the Galileo constellation programme. We then hoped to have the complete system ready in 2008. Things came up more complicated, mainly not for technical reasons. Now the programme is well on track.

The full operational capability phase is entirely funded by the European Commission for an estimated final investment cost of 13 G€. The Commission and ESA have signed a delegation agreement by which ESA acts as design and procurement agent on behalf of the Commission.

Two more missions, with two satellites each, presumably again on Soyuz, are foreseen in September and December this year. The schedule further foresees to deliver the first services to end users (automobiles and telephones) by mid 2016. The full system capability with 24 operational satellites and six spares is expected to be in place by 2020, allowing Europe to have a GPS system independent from the USA. Galileo is clearly strategic for EU, as are GLONASS for Russia and BeiDou for China.

Galileo, to which the Italian Space Agency (ASI) contributes as well, is therefore a priority for Europe: that of an autonomous system of high-precision satellite navigation and localization, fully designed for civil use, complementary to and integrable with the other world systems currently existing.


Alessandro Bettini
SIF Vice-President

Learn more about 12
comments powered by Disqus