Nadia Pastrone alla guida della Commissione INFN per la fisica con acceleratori

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S. Arcelli   29-07-2015    Leggi in PDF

Lo scorso 5 giugno 2015 la Commissione Scientifica Nazionale I dell'INFN, che coordina le attività di ricerca sperimentale dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) nell'ambito della fisica delle particelle con macchine acceleratrici, ha eletto come Presidente Nadia Pastrone, della sezione INFN di Torino, già responsabile nel periodo 2012-2014 dei 300 fisici italiani dell'esperimento CMS al Large Hadron Collider (LHC) del CERN. Abbiamo avuto il piacere di rivolgerle una breve intervista.

Quali sono gli obiettivi della ricerca subnucleare italiana per i prossimi anni, e quali nuove sfide, come Presidente della Commissione I, l'attendono?

La scoperta del bosone di Higgs a LHC ha decretato il trionfo del Modello Standard, lasciando aperta per gli anni futuri l'aspettativa di nuove scoperte che possano indicarci la prossima strada da esplorare. È necessario non solo lavorare alla frontiera dell'energia di LHC, ma portare a termine tutte le misure sperimentali di precisione da cui si possano estrarre segnali di deviazione dal Modello Standard. In alcuni casi, come la ricerca della materia oscura, le misure agli acceleratori devono essere confrontate e integrate con i risultati ottenuti in esperimenti con tecniche diverse. Sono convinta che la Commissione I abbia delle potenzialità enormi, anche per il suo bagaglio molto vario di esperienze e competenze.

Dopo aver assunto diversi ruoli di coordinamento nell'ambito dell'INFN, lei è ora il primo Presidente donna della Commissione I, ancora un bel segnale nella direzione della parità di genere anche ai vertici della ricerca italiana. Ritiene che questa questione abbia avuto un peso rilevante durante la sua carriera?

Ho avuto la fortuna di incontrare ottimi maestri (uomini e donne) che mi hanno insegnato a dare sempre il meglio, qualunque fosse il compito da affrontare. Non credo di aver avuto privilegi in quanto donna, ma neppure mi sono mai sentita in inferiorità per questioni di genere. Ho sempre accettato le sfide e lavorato molto, facendo un mestiere che mi appassiona. Questo aiuta sempre a superare le difficoltà.

In diverse occasioni lei è intervenuta sulla questione dei finanziamenti alla ricerca.
In relazione a questo tema, cosa direbbe a una giovane studentessa o a un giovane studente che oggi intraprendono la loro attività nel campo della fisica subnucleare?

Ai giovani, di fronte ad una scelta di vita, dico sempre di seguire il proprio cuore. Per chi invece riveste ruoli di responsabilità nella ricerca, nel mio caso nel campo della fisica subnucleare, gli studenti sono certamente il bene più prezioso su cui investire. Le risorse umane e il valore delle loro competenze devono essere tenute bene in conto nella pianificazione scientifica e finanziaria. È ai giovani che abbiamo il compito di passare il testimone, garantendo loro prospettive di lavoro stabili in un contesto scientifico di altissimo valore internazionale.

Cara Nadia, ancora congratulazioni e auguri di buon lavoro!

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