Deposito Nazionale: scriviamo insieme un futuro più sicuro

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G. Alimonti   29-09-2015    Leggi in PDF

Deposito Nazionale: scriviamo insieme un futuro più sicuro

Produttori e detentori di rifiuti radioattivi in Italia.

Il Decreto Legislativo n. 31 del 2010 ha affidato a SOGIN, società pubblica interamente partecipata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, e che opera in base agli indirizzi strategici del Governo italiano, il compito di localizzare, progettare, realizzare e gestire il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico, un'infrastruttura ambientale di superficie dove sistemare in sicurezza tutti i rifiuti radioattivi italiani.

La realizzazione del Deposito Nazionale permetterà di completare il decommissioning degli impianti nucleari italiani e di gestire tutti i rifiuti radioattivi, compresi quelli generati dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca. Il Deposito Nazionale consentirà la sistemazione definitiva di circa 75 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività, e lo stoccaggio temporaneo di circa 15 mila metri cubi di rifiuti ad alta attività. Il Parco Tecnologico sarà un centro di ricerca applicata e di formazione nel campo del decommissioning e della gestione dei rifiuti radioattivi.

Il progetto si avvale dell'esperienza internazionale maturata negli anni di esercizio dei vari depositi presenti in altri Paesi, e sarà più evoluto e sicuro di questi. L'isolamento dei rifiuti radioattivi dall'ecosistema sarà garantito da un sistema a quattro barriere. Una volta coperto definitivamente il deposito, la tenuta nel tempo delle celle e l’isolamento completo dei rifiuti dalla biosfera sarà assicurato da controlli periodici di eventuali infiltrazioni d'acqua, mediante un sistema di linee di drenaggio al di sotto di ciascuna cella. In attesa della disponibilità di un deposito geologico, i rifiuti ad alta attività, comprensivi del combustibile irraggiato e dei vetri derivanti dal riprocessamento, saranno trasportati e temporaneamente stoccati in contenitori speciali, a garanzia dei massimi standard di sicurezza. L'investimento complessivo, proveniente dalla componente A2 della bolletta elettrica, sarà di 1,5 miliardi di Euro, a cui aggiungere fino a 1 miliardo di Euro per i progetti di ricerca finanziati attraverso altri strumenti. Durante la realizzazione, prevista nell’arco di 4 anni, saranno occupati 1500 lavoratori all’anno, che diventeranno poi 700 nella fase gestionale.

A giugno dello scorso anno ISPRA ha emesso 28 criteri di localizzazione per permettere a SOGIN di realizzare la CNAPI (Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee) che le è stata consegnata il 2 Gennaio del 2015. Dopo una serie di relazioni ed approfondimenti tecnici richiesti dai Ministeri competenti, lo scorso luglio è stata riconsegnata la CNAPI con tutti gli aggiornamenti; una volta ottenuto il nulla osta del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la CNAPI sarà resa pubblica assieme al progetto del Deposito Nazionale e inizierà una fase di consultazione pubblica della durata di 4 mesi. In questa fase è previsto un incontro, il Seminario Nazionale, cui saranno invitati tutti i soggetti interessati e dove saranno approfonditi gli aspetti tecnici del progetto e quelli relativi alla sicurezza dei lavoratori, della popolazione e dell’ambiente. Sulla base di queste consultazioni, verrà elaborata la nuova carta CNAI, Carta Nazionale delle Aree Idonee, che, ottenuta l'approvazione dai Ministeri competenti, sarà resa pubblica dando origine ad una fase in cui si raccoglieranno manifestazioni di interesse per candidature spontanee che portino ad una localizzazione condivisa dell'infrastruttura.

Si capisce quindi come la trasparenza ed una campagna informativa molto chiara e mirata siano dei passaggi fondamentali per la buona riuscita del progetto, ed a tal fine la SOGIN sin dal febbraio di quest'anno ha lanciato una campagna web, affiancata a partire dal luglio scorso da una campagna informativa in televisione, ove si sottolinea il carattere partecipativo del percorso avviato per l’individuazione delle aree idonee ad ospitare il Deposito Nazionale.

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