Cibo&Energia: un ponte tra EXPO 2015 ed EXPO 2017

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G. Alimonti   26-11-2015    Leggi in PDF

Cibo&Energia: un ponte tra EXPO 2015 ed EXPO 2017

Da sinistra: Rosaria Pileci, Riccardo Brambilla, Francesca Rosa, Riccardo Romano e Luca Spinici.

Lunedì 19 ottobre 2015 si è tenuta presso il cluster "Isole, Mare e Cibo" di EXPO 2015 la presentazione del progetto "Cibo&Energia: un ponte tra EXPO Milano 2015 ed EXPO Astana 2017". Il progetto, che intende svolgere un compito di informazione e aggiornamento rivolto al grande pubblico sulle tematiche energetiche partendo dall'energia nell'alimentazione, è stato proposto e curato da Gianluca Alimonti dell'INFN, membro del Comitato Scientifico della Fondazione EnergyLab, e realizzato da alcuni studenti del corso di Laurea in Fisica dell'Università degli Studi di Milano.

Durante la presentazione, affidata ai cinque studenti che hanno partecipato all'elaborazione del progetto, sono stati approfonditi diversi temi del rapporto fra cibo ed energia, da sempre legati a doppio filo: il cibo è l'energia per la vita così come l'energia entra in tutte le fasi della filiera alimentare, dalla produzione sino alla nostra tavola. In questo contesto il cibo può essere visto come un vettore energetico: l'energia solare, grazie alla fotosintesi, diventa fruibile all'uomo attraverso i prodotti dell'agricoltura e dell'allevamento.

La biomassa ha da sempre dato un fondamentale apporto per soddisfare le esigenze di base dell'uomo, ed ancora oggi rappresenta la fonte rinnovabile col maggior contributo all'energia primaria globale: Rosaria Pileci ha presentato un approfondimento sull'energia estraibile dagli scarti della lavorazione dei cereali, senza così andare ad intaccare la produzione dedicata all'alimentazione. In realtà, solo da una parte degli scarti complessivi, senza quindi sottrarre alimento ai campi stessi.

L'agricoltura tradizionale necessitava di qualche ettaro di terreno coltivabile per alimentare un uomo; oggi all'agricoltura moderna bastano in media 0,2 ettari. Questo forte incremento della densità produttiva non sarebbe stato possibile se non grazie ad un significativo aumento del flusso energetico utilizzato in agricoltura e grazie alla diversificazione delle fonti di energia da cui questo flusso ha origine: irrigazione, fertilizzanti chimici e macchine agricole non necessitano più di energia alimentare come avveniva per gli uomini o gli animali che lavoravano i campi. Grazie a questa diversificazione delle fonti, il guadagno energetico dell'agricoltura non deve necessariamente essere elevato come in passato: mentre l'uomo neolitico con alcune coltivazioni arrivava ad una resa energetica di 30 o 40, oggi per alcune filiere alimentari si ha un guadagno inferiore ad 1, come ha mostrato Riccardo Brambilla.

Francesca Rosa ha analizzato il bilancio energetico dell'allevamento, "tecnologia energetica" che permette di trasformare una parte dei prodotti dell'agricoltura in altre forme di cibo assimilabili dall'uomo come carne, grassi e latte.

L'enorme incremento del flusso energetico ha anche comportato sprechi significativi nelle diverse fasi della filiera alimentare: Luca Spinicci ha quantificato questi sprechi e ne ha illustrato alcune modalità di recupero. Sebbene non sia facile sfruttare queste perdite energetiche, è stata sottolineata l'importanza che ciò possa avvenire proprio nella filiera che porta l'energia all'uomo.

La FAO stessa ci ricorda che "La conoscenza dell'uso di energia nell'agricoltura e nel sistema alimentare è essenziale per lo sviluppo di una produzione alimentare sostenibile ed è chiaro che la conoscenza attuale è lungi dall'essere completa". In tale prospettiva Riccardo Romano ha infine mostrato il potenziale ancora inesplorato delle alghe, sia per un utilizzo energetico che alimentare: le alghe, grazie alla loro elevata efficienza di conversione energetica e possibilità di crescita in acque non altrimenti utilizzabili, possono rappresentare un interessante contributo alla soluzione del trilemma del futuro: energia, acqua ed alimentazione.

In diversi momenti della presentazione ci sono stati approfondimenti e collegamenti col Kazakistan, ove si svolgerà il prossimo EXPO dedicato all'energia del futuro, e Paese verso il quale si è voluto così costruire un ponte e passare il testimone per l'EXPO 2017.

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