L'Anno Internazionale della Luce a Firenze

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F. Baldini   26-11-2015    Leggi in PDF
Giorgio Bonsanti nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, con l’immagine della Ragazza con l’orecchino di perla di Jan Vermeer sullo sfondo

Nell’ambito dell’Anno Internazionale della Luce, il 17 ottobre 2015 il Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze ha ospitato una giornata dedicata alla luce nell’arte, organizzata dalla Società Italiana di Ottica e Fotonica e dalla Società Italiana di Fisica, con il patrocinio del Comune di Firenze, dell’Associazione Italiana Colore e del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Scopo della giornata, aperta il pubblico, è stato quello di evidenziare l’importanza della luce nell’arte in alcuni dei suoi aspetti essenziali:

  • utilizzata dall’artista per trasmettere emozioni particolari, per sottolineare la centralità di parti della sua opera o per mettere in risalto piccoli particolari;
  • utilizzata per illuminare correttamente - e a volte quasi magicamente- l’opera d’arte, rendendo la sua fruizione da parte del pubblico più completa e anche più emozionante, senza arrecare alcun danno all’opera stessa;
  • utilizzata, tramite le tecnologie su di essa basate, come elemento essenziale nella diagnostica dell’opera d’arte, nel suo restauro e nella ricostruzione della sua storia.

L’evento, che ha avuto una buona partecipazione di pubblico, ha visto l’intervento di Giorgio Bonsanti, storico dell’arte già Soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze, nonché già Professore di Storia e Tecnica del Restauro all’Università di Firenze, e di Maurizio Rossi, docente di Illuminotecnica e Disegno Industriale presso il Politecnico di Milano. Giorgio Bonsanti ha fatto percorrere ai presenti un cammino nel mondo della pittura dal primo Rinascimento ai giorni nostri, sottolineando l’importanza dell’uso della luce e del chiaro-scuro da parte dell’artista, mentre Maurizio Rossi ha illustrato in maniera completa ed esaustiva le problematiche, le precauzioni necessarie e le soluzioni da adottare nell’illuminazione di un’opera d’arte. La giornata si è conclusa con l’intervento di Marcello Picollo, ricercatore presso l’Istituto di Fisica Applicata del CNR e coordinatore dell'Area Tematica del Colore nell'Associazione Italiana di Archeometria, che ha invece esposto ai presenti le potenzialità della spettroscopia UV, visibile e infrarossa per lo sviluppo e il miglioramento di metodi e tecniche per analisi non invasive, in grado di aiutare sia lo storico dell’arte nella lettura dell’opera che il restauratore nella diagnostica e nella conservazione dei dipinti.

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