Formazione degli insegnanti, ultimo atto: la delega al governo

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I. Rabuffo   29-01-2016    Leggi in PDF

La formazione dei nuovi insegnanti di Fisica è un punto che la SIF ritiene di fondamentale importanza per interrompere la crisi delle vocazioni scientifiche, per curare il problema degli abbandoni nei corsi di Laurea in Fisica e per innescare finalmente un circolo virtuoso che rilanci la cultura scientifica. Abbiamo sperimentato che il Tirocinio Formativo Attivo (TFA) non è stata una buona idea anzi, personalmente, credo che abbia procurato più danni che soluzioni (e l’immagine che accompagna questo articolo vuole sottolinearlo). Probabilmente l’intenzione del legislatore nel concepire il Disegno di Legge sulla Buona Scuola (si vedano ad esempio i risultati della consultazione e la legge 107/2015) era proprio quella di cancellare il vecchio TFA e ricominciare con una strategia più valida. Ma l’efficacia delle nuove norme si misura quando si va ad elaborare il Decreto Legislativo delegato. Pertanto, se si desidera veramente voltare pagina e raggiungere gli encomiabili obiettivi voluti, l’attenzione dev’essere massima su come viene formulato il decreto delegato al governo. Per questo motivo la SIF ha costituito un gruppo di lavoro che si è preoccupato di studiare il problema e redigere una serie di “esigenze da soddisfare” nell’esecuzione della legge. Il documento che ne è risultato è stato condiviso da altre società scientifiche e inviato a rappresentanti del MIUR, del CUN, della CRUI e ad altri interlocutori sensibili al problema. I suggerimenti delle società scientifiche si sviluppano su sei punti base:

– frequenza del corso di specializzazione da parte di non vincitori di concorso;
– crediti necessari per l’accesso al concorso;
– collaborazione istituzionale;
– struttura di riferimento;
– competenze in classi pluridisciplinari;
– classi di laurea magistrali e formazione degli insegnanti.

Confidiamo che questa nostra sollecitazione venga recepita da tutte le parti politiche. Gli argomenti e le decisioni che riguardano la cultura sono infatti trasversali ai partiti; tutti dovrebbero auspicare e volere che l’Italia venga ancora considerata, così come è stato nel passato, la nazione in cui si sono formati eminenti scienziati. Desidero inoltre ringraziare le persone che più delle altre hanno lavorato al nostro documento condiviso: Carlo Maria Bertoni, Giunio Luzzatto, Marisa Michelini.

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