"Nessuno mi troverà": un nuovo e originale film su Ettore Majorana

N. Robotti   29-01-2016    Leggi in PDF

Nessuno mi troverà. Un nuovo e originale film su Ettore Majorana

Locandina del film. Credits: Egidio Eronico (regista).

Lo scorso 13 dicembre 2015, in una sala prestigiosa dell'Unicredit Pavillon di Milano, nell'ambito del Festival Internazionale del Documentario "Visioni dal mondo - Immagini dalla realtà" è stato proiettato in prima visione mondiale il film-documentario di Egidio Eronico "Nessuno mi troverà" (prossimamente disponibile anche in DVD).

Il film, prodotto da Andrea Stucovitz, si caratterizza per l'approccio originale e altamente innovativo nei confronti della figura di Ettore Majorana. Sulla base di una ricca documentazione scientifica e archivistica, emersa soprattutto negli anni più recenti, Egidio Eronico cerca infatti di superare l'immagine ormai scontata di un Majorana geniale, ma privo di buon senso, e ci presenta un nuovo Majorana certamente geniale, ma anche molto attento agli aspetti concreti della vita, insomma assolutamente non misantropo e asociale come lo vuole il luogo comune. Majorana è attento alla propria carriera accademica, cerca di difendere la priorità delle sue scoperte, è sicuro di sé e delle proprie idee, tiene testa a personaggi quali Enrico Fermi, Paul Dirac, Werner Heisenberg, contrattacca quando necessario, e si inserisce a pieno nel mondo scientifico internazionale.

Uno dei grandi meriti del film è proprio quello di intrecciare le vicende personali di Majorana con quelle scientifiche, mostrando anche la sua sostanziale estraneità, più che motivata, verso l'ambiente di via Panisperna. Inoltre, la parte scientifica è affrontata con misurata precisione e nello stesso tempo con garbo, rendendo la visione del film adatta a tutti.

Ovviamente il film tratta ampiamente anche il tema dell'improvvisa scomparsa di Ettore Majorana, il 25 marzo 1938, da Napoli, dove finalmente era riuscito a diventare per chiara fama professore ordinario di fisica teorica. In particolare analizza le varie ipotesi che, con maggiore o minore fondamento, sono state avanzate nel tempo riguardo a questo tema, senza però assumere una netta posizione a favore di una di esse, anche se vi è una forte propensione verso l'allontanamento volontario, come lo stesso titolo del film suggerisce. Vengono comunque escluse, come assolutamente inconsistenti, quelle ipotesi che vedono Majorana esule in Argentina per i suoi presunti legami con il Nazismo.

Nel film non sono presenti attori professionisti, ma il tutto è realizzato in modo molto originale, utilizzando sequenze bianco e nero in animazione di grande espressività, e brani di interviste ai due nipoti (Ettore Majorana jr e Wolfgang Fabio Schultze ) e ad alcuni studiosi (Jordi Bonells, Roberto Finzi, Francesco Guerra, Etienne Klein, Massimo Onofri, Nadia Robotti). Bellissime poi sono le immagini di repertorio, faticosamente rintracciate da Eronico nei vari archivi fotografici e cinematografici, che contribuiscono a dare una ambientazione unica alla vicenda Ettore Majorana, caricandola di fascino e di grande attualità.

In conclusione, Egidio Eronico è stato bravissimo nell'affrontare il difficile tema Majorana, e nel trattarlo non solo con distacco e problematicità ma anche con un tocco di suspence, donandoci alla fine un Majorana certamente enigmatico nei suoi comportamenti e nelle sue convinzioni etiche e filosofiche, ma anche estremamente razionale e carico di simpatia e umanità.

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