Quattro nuovi protocolli di cooperazione scientifica CERN-USA

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S. Arcelli   29-01-2016    Leggi in PDF

CERN - Stati Uniti: quattro nuovi protocolli di cooperazione scientifica

L'allora Direttore Generale del CERN, Rolf Heuer, e l'Ambasciatore Pamela Hamamoto, Rappresentante Permanente degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali a Ginevra, durante la cerimonia della firma dei quattro protocolli CERN-USA lo scorso 18 dicembre al CERN. Credits: CERN.

Nell'ambito del recente accordo di cooperazione scientifica firmato nel maggio 2015 presso la Casa Bianca, lo scorso 18 dicembre il CERN e gli Stati Uniti hanno approvato una prima serie di quattro protocolli. Tre protocolli riguardano le attività di ricerca legate al Large Hadron Collider (LHC) e gli esperimenti operanti presso di esso:
– Protocollo I ("Nuclear Physics Experiments"), sulla partecipazione degli Stati Uniti nella fisica degli ioni pesanti negli esperimenti ALICE , ATLAS e CMS.
– Protocollo II ("Experiments"), sulla partecipazione degli Stati Uniti al programma di fisica di ATLAS e CMS, incluse le attività di upgrade e presa dati nella fase ad alta luminosità di LHC (HL-LHC, prevista per il 2025).
– Protocollo III ("Accelerators"), sul contributo degli Stati Uniti alle attività di R&S degli acceleratori, e in particolare alla progettazione di nuovi magneti e cavità acceleratrici per la fase ad alta luminosità di LHC. Inoltre, il protocollo III è accompagnato da un addendum sulla collaborazione CERN-Stati Uniti alla ricerca fisica e tecnologica per un possibile futuro acceleratore circolare (FCC), con energia sette volte superiore a quella raggiunta da LHC.

Infine, un Protocollo ("Neutrino Protocol I") definisce e formalizza ulteriormente la collaborazione CERN-USA allo sviluppo delle future “facilities” per neutrini oltreoceano (LBNF). L’accordo permetterà a scienziati e ingegneri europei di partecipare alla progettazione e allo sviluppo delle tecnologie per il Deep Underground Neutrino Experiment (DUNE), oltre che a progetti di ricerca sui neutrini “short-baseline”, sempre negli Stati Uniti.

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