Un editoriale di genere

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Luisa Cifarelli   15-06-2014    Leggi in PDF
Credit: http://www.gender-summit.eu

Non poteva mancare, a sei mesi dal debutto di SIF Prima Pagina, un breve editoriale su questo tema. L'ispirazione deriva da una lettera di Nina Byers pubblicata sul numero di aprile di APS NEWS, il bollettino dell'American Physical Society, che mette in evidenza ancora una volta la straordinaria disproporzione di genere tra i Premi Nobel in Fisica attribuiti finora a 193 uomini contro 2 sole donne. I numeri si commentano da soli.

Senza invocare il Premio Nobel, le statistiche di genere nella nostra disciplina, in Italia e nel mondo, sono sempre notevolmente sbilanciate: nei consigli scientifici, nelle accademie, nel corpo docente, ecc. E la disproporzione aumenta via via che si parla di posizioni apicali. Che fare? Parlarne, sicuramente, ma non basta.

L'Unione Europea è molto attenta a questo problema. Sta per prendere il via la quarta edizione del Gender Summit - Europe 2014: "From Ideas to Markets: Excellence in mainstreaming gender into research, innovation, and policy", che si svolgerà a Bruxelles dal 30 giugno al 1 luglio. Il Summit si focalizzerà sul genere come tema trasversale nel programma europeo Horizon 2020. “Un programma”, secondo il Commissario Europeo Maire Geoghegan-Quinn, “che promuove la dimensione di genere anche nella ricerca e nell'innovazione, per garantire che vengano tenuti in debito conto le necessità, i comportamenti e le attitudini di entrambi, donne e uomini. Questa è la strada verso l'eccellenza, l'occupazione e la crescita.” Horizon 2020 fornisce infatti un chiaro incentivo a coloro che fanno domanda affinché assicurino un migliore equilibrio di genere nei loro gruppi di ricerca. La dimensione di genere è stata esplicitamente inserita sin dal primo istante in ben 13 programmi specifici di Horizon 2020, che spaziano su oltre 100 temi a partire da un totale di circa 600.

Il Gender Summit è diventato ormai un evento di grande rilevanza, non soltanto su scala europea. Le prime due edizioni hanno avuto luogo in Europa, la terza in America del Nord, la quarta di nuovo in Europa ma la quinta nel 2015 si svolgerà in Asia. Ho avuto il piacere di partecipare al primo Gender Summit del 2011 durante il mio mandato di Presidente dell'EPS (European Physical Society). Il Gender Summit, dal titolo “Quality Research and Innovation through Equality”, si tenne anche quell'anno a Bruxelles. Al Summit l'EPS aveva esposto in forma di video-exhibit la bella mostra fotografica di Elisabetta Durante: “La complessità di LHC in mano alle donne”. Il Summit radunò oltre 400 delegati, vi furono stimolanti presentazioni e coraggiose conclusioni, furono enunciate sfide e strategie future, fu lanciata una petizione per la firma del “Manifesto for Integrated Action on the Gender Dimension in Research and Innovation”. Il mio rammarico, all'epoca, fu la constatazione che solo il 5-10% dei delegati erano uomini. Una percentuale che non credo sia cambiata di molto negli anni, per lo meno a giudicare dalle foto del Gender Summit reperibili in rete, tra cui quella che accompagna questo editoriale. E questa percentuale mi preoccupa ancora in quanto denota, "tout simplement", l'ampiezza del problema.

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