Guido Altarelli Memorial Symposium

G.F. Giudice   29-06-2016    Leggi in PDF

Guido Altarelli è stato uno dei giganti della fisica teorica contemporanea. Non solo è stato uno dei principali artefici degli sviluppi del Modello Standard delle particelle elementari, ma ne ha incarnato l'essenza: una sintesi perfetta di eleganza, essenzialità e genialità. Il simposio in sua memoria, che si è tenuto al CERN lo scorso 10 giugno, è stato un momento per ricordare il grande scienziato, il suo ruolo di guida nella ricerca ai collisori di particelle e il suo esempio di integrità scientifica e morale.

Nell'introduzione al simposio, la Direttrice Generale del CERN Fabiola Gianotti ha sottolineato "il ruolo fondamentale di Guido nel formare il programma scientifico del CERN con una chiara visione delle priorità". Luciano Maiani, ex Direttore Generale del CERN e amico di Guido fin dagli anni universitari, ha ripercorso l'attività del gruppo romano negli esordi della QCD e delle sue applicazioni alle interazioni deboli, in un appassionante intreccio di scienza, storia e aneddoti. Giorgio Parisi ha spiegato la genesi e il percorso intellettuale che hanno portato all'equazione di Altarelli-Parisi1, il risultato scientifico più noto di Guido. Stefano Forte ha illustrato l'enorme impatto dell'equazione di Altarelli-Parisi sui successivi sviluppi della QCD e come Guido e Graham Ross trovarono la chiave per risolvere la crisi dello spin del protone. Nel suo toccante omaggio, Guido Martinelli ha raccontato come sia stato "salvato" da Guido da una vita da acceleratorista e trascinato verso calcoli pionieristici nella fisica del sapore. La parola è passata alla fisica sperimentale con Luigi Di Lella, che ha ripercorso gli anni degli esperimenti UA1/UA2 e del famoso Altarelli "cocktail", con cui il realismo prevalse sui sogni supersimmetrici. Con spassosa ironia britannica, l'italiano di adozione Keith Ellis ha raccontato le sue avventure giovanili che lo hanno catapultato dalle Highlands scozzesi al mondo romano, tanto incomprensibile per lui quanto scientificamente stimolante. Riccardo Barbieri, collaboratore di Guido nei famosi lavori sui parametri epsilon, ha spiegato le considerazioni logiche che permisero loro di identificare gli elementi essenziali delle osservabili elettrodeboli e di ricavare informazioni su nuova fisica. Günter Dissertori ha ricordato il percorso tra LEP e LHC, illustrando il ruolo di Guido come mediatore tra le comunità della fisica teorica e sperimentale. Isabella Masina ha riassunto i contributi di Guido alla fisica dei neutrini, sottolineando la convinzione del suo maestro sul ruolo fondamentale giocato dalla grande unificazione.

Nella sessione finale del simposio ventidue fisici hanno ricordato Guido, alternando aneddoti divertenti e parole commoventi. Ne è uscito il ritratto di un grande scienziato, caratterizzato da una visione lucida della fisica del Modello Standard e da uno "scetticismo ottimista" verso le nuove speculazioni teoriche. È emersa soprattutto la grandissima personalità, l'autorevolezza mista all'ironia e il buon senso unito a una profonda onestà morale di un uomo che ci ha lasciato con la dignità e il coraggio che ha sempre dimostrato nella vita. Le parole dei fisici riuniti al simposio hanno testimoniato quanto Guido fosse considerato come scienziato e amato come uomo. Guido Altarelli lascia un vuoto enorme tra i fisici delle particelle, che mai lo dimenticheranno.



1 Oggi nota come equazione DGLAP (Dokshitzer-Gribov-Lipatov-Altarelli-Parisi).

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