Comunicare scienza e tecnologia di punta

E. Iarocci   28-07-2016    Leggi in PDF

Comunicare scienza e tecnologia di punta

Foto di gruppo dei partecipanti al 7° Corso della Scuola Internazionale di Giornalismo Scientifico.

“Fundamental Science: From cutting-edge technologies to the heart of society”. Su questo tema dal 25 al 30 giugno 2016 si è tenuta a Erice la Scuola Internazionale di Giornalismo Scientifico che da sette anni arricchisce il vasto spettro di Scuole del Centro Majorana diretto da Antonino Zichichi.

La Scuola si rivolge, in generale, a tutti coloro interessati a comunicare la scienza al grande pubblico, e in particolare a chi desidera avviare o migliorare una carriera di giornalista scientifico. È organizzata in lezioni ed esercitazioni, tenute da esperti internazionali nei campi della ricerca, della comunicazione e del giornalismo su soggetti di rispettivo interesse, ruotanti ogni anno attorno a uno specifico tema. L’obiettivo è offrire presentazioni scientifiche avanzate a una nuova generazione di giornalisti e allo stesso tempo introdurli alle sfide della loro professione. La presenza tipica è di trenta giornalisti provenienti da paesi europei e cinque dal resto del mondo. A differenza degli studenti delle altre scuole di Erice, in questo caso il supporto necessario per accoglierli è quasi totale. In tal senso è benvenuto quello fornito dal Centro Fermi. A rimarcare tale legame, la recente mostra su Enrico Fermi ideata dalla Presidente del Centro Luisa Cifarelli, ha offerto l’opportunità di presentare alla scuola un esempio d’attualità nel campo della comunicazione scientifica. Rosario Nania, Direttore Scientifico dello stesso Centro, basandosi su una brillante esposizione del materiale video ha offerto una vivida rappresentazione della mostra che tanto pubblico ha attratto a Genova e Bologna.

Gli acceleratori di particelle sono stati tra gli argomenti principali delle presentazioni scientifiche, con Marco Durante (TIPFA Trento) per le più avanzate applicazioni mediche e, più in generale, nella lezione di Alessandro Variola (INFN Frascati). Si è inoltre dato ampio spazio all’attualità scientifica, che quest’anno ha riguardato la recente scoperta delle onde gravitazionali, raccontata da Eugenio Coccia (GSSI l’Aquila). Tra i relatori segnaliamo anche Terry O’Connor del Science and Technology Facilities Council (STFC) che ha discusso l’approccio alla comunicazione della “Big Science” nel Regno Unito; analogamente ha fatto Eleonora Cossi per l’INFN, sul recente caso delle onde gravitazionali. Più propriamente giornalistici sono stati i contributi di Mico Tatalovic e Mohammed Yahia, rispettivamente su come coprire la ricerca di base per un’audience internazionale, e su quanto si sta facendo in Medio Oriente.

I due Direttori del Corso, Pierluigi Campana e Fabio Turone, hanno curato rispettivamente la parte scientifica e giornalistica della Scuola, inclusa la comunicazione scientifica, col sostegno organizzativo di Rita Bertelli. L’aspetto più caratteristico ed efficace del programma è tuttavia certamente costituito dalle esercitazioni, che vedono il coinvolgimento diretto dei giovani giornalisti.

La Scuola è terminata con l’intervento del Presidente dell’INFN Fernando Ferroni, sul tema centrale della scuola, cui ha fatto seguito l’intervista da parte della giornalista Claudia Di Giorgio (La Repubblica). Il confronto, oltre a toccare i contenuti dell’intervento del Presidente dell’INFN, ha anche inevitabilmente riguardato il rapporto tra scienza e giornalismo scientifico, lasciando qua e là trasparire diverse visioni.

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