IONS Naples 2016, l’Italia ospita i giovani ricercatori in ottica

L. Colaizzi, D. Cozzolino   28-07-2016    Leggi in PDF

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Foto dei partecipanti all'IONS Naples 2016 meeting. Credits: Associazione PONYS.

L’attenzione delle learned societies nei confronti dei giovani è ormai largamente diffusa. La Optical Society (OSA) fondò nel 2007 il network dedicato ai giovani, noto come IONS (International OSA Network of Students). Cresciuto di anno in anno, il network prevede oggigiorno cinque incontri annuali in ciascuno dei continenti.

In questo 2016, anno del centennale dell’OSA, il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ha avuto l’opportunità di ospitarne dal 6 all’8 luglio il meeting europeo. La peculiarità dei meetings IONS è che non sono solo “per” studenti, bensì anche organizzati da studenti. L’evento napoletano è stato promosso dall’associazione PONYS (Physics and Optics Naples Young Students), con il supporto della Società Italiana di Fisica, dell’Istituto di Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti (ISASI), del progetto Young Minds della European Physical Society (EPS), e della Società Italiana di Ottica e Fotonica (SIOF).

Tre giorni di conferenza, con più di 70 partecipanti provenienti da almeno 15 nazioni, e 7 invited speaker internazionali. I loro interventi, alternati a quelli degli studenti, hanno dato vita a 6 sessioni tematiche, in cui i giovani hanno avuto modo di confrontarsi con esperti del settore in un ambiente discorsivo e informale. Vanno menzionati gli interventi dei due relatori italiani: Alberto Diaspro, Direttore del Dipartimento di Nanofisica all’Istituto Italiano di Tecnologia, e Raffaele Velotta del Dipartimento di Fisica di Napoli, che hanno rispettivamente parlato di microscopia super-risoluta e biosensoristica. Tra i relatori stranieri, quello di Arti Agrawal della City University London che ha parlato di simulazioni, e quello sull’ottica quantistica di Claude Fabre dell’Università Pierre et Marie Curie di Parigi. Una speciale sessione è stata anche dedicata al professional development, con una serie di interventi mirati a far capire come la partecipazione alle attività delle learned societies possa essere un’alternativa da affiancare all’offerta accademica ordinaria. A ospitare l’iniziativa è stata la chiesa del complesso monumentale dei Santi Marcellino e Festo nel centro storico di Napoli. Sconsacrata nel 1809, la chiesa è dal 1907 patrimonio dell’Università Federico II. I partecipanti sono stati coinvolti in svariate attività sociali, mirate a favorire la socializzazione e a presentare la cultura italiana e partenopea. Un po’ nello stile del Congresso Nazionale della SIF, la visita dei laboratori di ottica del Dipartimento di Fisica è stata seguita da un aperitivo accompagnato del gruppo di musica tradizionale degli Ars Nova Napoli, che con le note di “Tammurriata Nera” hanno chiuso la conferenza.

L’importanza di coinvolgere e sostenere i giovani nelle attività delle learned societies è indiscutibile. Le metodologie attraverso cui riuscirci vanno spesso modulate e mediate a seconda delle circostanze. Conferenze come IONS sono un interessante esempio di eventi ricchi di contenuti ad alto livello scientifico, ma anche di fortissimo accrescimento professionale in quanto appunto organizzati dagli stessi studenti.

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