La Sezione di Bologna dell'INFN e i suoi sessanta anni

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G. Bruni   30-08-2016    Leggi in PDF
Giampietro Puppi con un gruppo di allievi nel giardino dell'Istituto di Fisica Augusto Righi di Bologna, nell'aprile 1958. Da sinistra a destra: Luigi Monari, Vittorio Prodi, Virginio Bortolani, una giovane non identificata, Attilio Forino, Giampietro Puppi, Giorgio Casadei, Giancarlo Setti e Franco Casali. (foto di Alessandra Cavallini)

Le Sezioni di Bologna e di Pisa dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) furono istituite circa cinque anni dopo la sua nascita, avvenuta l'8 agosto 1951 con un Decreto del Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). In fondo a pagina 24 del verbale della riunione del Consiglio Direttivo dell’INFN del 19 luglio 1956 si legge: "Bernardini dichiara che il Consiglio Direttivo dell’INFN ravvisa che sia giunto il momento di trasformare in Sezione dell’INFN due gruppi aggregati che hanno ormai raggiunto un notevole grado di sviluppo. Questi sono il gruppo aggregato di Bologna e di Pisa." Bologna era dal 1953 un "gruppo aggregato" della Sezione di Padova la quale, insieme a Roma, Milano e Torino, faceva parte delle prime quattro Sezioni dell'INFN.

La storia della Sezione di Bologna è indissolubilmente legata a Giampietro Puppi, che dal 1956 al 1960 ne fu il primo Direttore ed ebbe un ruolo di enorme importanza nella rinascita della fisica nella Città dopo le macerie della seconda guerra mondiale. In cattedra a Bologna dal 1951, Puppi aveva stretto dal 1955 rapporti di collaborazione con il Comune e il sindaco di Bologna Giuseppe Dozza, ottenendo un finanziamento di 500 milioni di lire su 10 anni per lo sviluppo della ricerca e della fisica. In effetti nel verbale del già citato Consiglio Direttivo di 60 anni orsono c'è un riferimento a questi contributi: "Essenzialmente, con tale trasformazione, si soddisfa anche agli impegni già esplicitamente assunti dalla Presidenza dell'INFN presso Organi ed Autorità locali che hanno particolarmente favorito lo sviluppo delle Sezioni aggregate con contributi di notevole entità, a beneficio dell'intero INFN." In quella stessa occasione Marcello Conversi, Giampietro Puppi e Giorgio Salvini presentarono il progetto di una grande camera a bolle nazionale a idrogeno liquido che fu costruita a Bologna sotto la guida di Pietro Bassi, chiamato da Padova per la sua esperienza in questo tipo di apparati.

Iniziò in questo modo la collaborazione tra gruppi di varie Sezioni e Università (Bologna, Padova, Pisa, Roma e Trieste) per la realizzazione di uno strumento che fu utilizzato da esperimenti al CERN di Ginevra tra il 1960 e il 1961. Questa realizzazione fece compiere un salto di qualità alla fisica sperimentale bolognese e alle infrastrutture locali quali l'officina meccanica. Da allora i gruppi bolognesi hanno contribuito alla costruzione di strumenti e apparati con tecnologie di frontiera per le ricerche presso gli acceleratori di laboratori nazionali e internazionali, fino all'odierno LHC.

Da Bologna sono arrivati contributi essenziali anche alla nascita della fisica astro-particellare in Italia e all'adozione della tecnologia dei magneti superconduttori negli acceleratori e negli esperimenti. La visione e determinazione di Antonino Zichichi, terzo direttore della Sezione dal 1967 al 1971 (il secondo fu Pietro Bassi) e Presidente dell'INFN dal 1977 al 1983, condussero alla realizzazione dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso (infrastruttura unica al mondo per questo tipo di ricerche) e alla costruzione e messa in opera dei primi magneti superconduttori, con il coinvolgimento dell'industria italiana, per il collider HERA a DESY (Amburgo). Sono passati sessanta anni e i semi che i padri fondatori hanno piantato ci fanno ancora guardare a un futuro ricco di attività e scoperte!


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