Roberto Piazza nuovo Direttore Editoriale della SIF

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   27-02-2017    Leggi in PDF

Una prima domanda è d'obbligo. Chi è e di che cosa si occupa il nuovo Direttore Editoriale della SIF?
Sono un fisico della materia, e mi occupo in particolare di quella che viene usualmente definita, con un’espressione che la caratterizza solo parzialmente, "soft matter". Per darne un'immagine semplice, "materiali soffici" sono tutti quei sistemi che vanno dalle dispersioni di particelle alle soluzioni polimeriche, dai gel colloidali ai sistemi biologici, strutturati a partire da "mattoncini" grandi rispetto alle dimensioni molecolari, ma pur sempre piccoli su scala macroscopica. Insomma, mi occupo di quella "Terra di Mezzo" che sta tra le molecole e l'uomo. Ovviamente, questa è una tematica fortemente interdisciplinare, di grande interesse anche per la chimica, la biologia e, per le sue importanti ricadute tecnologiche, l'ingegneria. In questo settore, il ruolo del fisico è da una parte quello di individuare principi unificanti comuni a sistemi così disparati, dall'altra quello di farne uso per estrarne informazioni per la fisica di base, e in particolare per la meccanica statistica, per la quale i materiali di cui parliamo costituiscono spesso, a dispetto dell'apparente complessità, semplici sistemi modello. In termini di attività editoriale, ho già una discreta esperienza, soprattutto per ciò che riguarda il rapporto con i publisher, sia come editore di diverse riviste di fisica internazionali, sia come autore di testi scientifici e divulgativi. Ma sicuramente ho molto da imparare, in particolare sull’attività di business editoriale. In questo senso, mi conforta il fatto di essere affiancato, almeno in questa prima fase, da una persona di grande esperienza come Angela Oleandri.

Qual è la sua visione generale dell’attività editoriale della SIF?
A differenza di altre Società di Fisica europee, la SIF ha scelto di svolgere "in sede" la propria attività editoriale, senza costituire o partecipare a publisher indipendenti che svolgano tale funzione. Ritengo questa una scelta significativa e caratterizzante, perché qualifica e rafforza il ruolo fondativo della Società nella trasmissione e condivisione della scienza, non solo nei suoi aspetti di base e applicativi, ma anche e soprattutto come fatto culturale. Ciò si esplica sia nella partecipazione della SIF a importanti riviste europee quali EPL e EPJ (compito essenziale ai fini di consolidare e rafforzare il legame della comunità dei fisici italiani con quella internazionale), sia nella produzione editoriale interna, volta soprattutto a favorire il dialogo tra diversi settori della fisica italiana. Vorrei però sottolineare anche il ruolo della SIF nel diffondere, attraverso la pubblicazione di volumi che analizzano specifici aspetti dello sviluppo scientifico nel nostro Paese, il grande patrimonio cui tutti noi attingiamo: un dovere primario per quella che vuole e deve essere la “casa comune” dei fisici italiani.

In questo contesto, quali crede siano le sfide più significative che la SIF dovrà affrontare?
Il mondo dell'editoria scientifica è in rapida evoluzione. L'impressionante incremento del numero di contributi scientifici, la parcellizzazione associata alla nascita di riviste fortemente settoriali, il consistente ampliamento della comunità scientifica, nonché la competizione con altre forme di trasmissione dell'informazione, generano domande cruciali. Per esempio: qual è il metro di giudizio della qualità di una rivista scientifica? Conta più l'impatto immediato o la persistenza? Fino a che punto il valore di una pubblicazione scientifica è correlato a quello della rivista su cui viene pubblicata? Domande cui non è facile dare una risposta. Quel che è certo è che, in questo quadro, il successo di una rivista scientifica, comunque lo si giudichi, richiede di sviluppare forme nuove di comunicazione e di coinvolgimento. Per quanto riguarda più specificamente la produzione editoriale di volumi a carattere storico, credo che la SIF debba fare uno sforzo maggiore per divulgare la cultura fisica italiana in un più ampio contesto internazionale.

A tal fine, ha già in mente qualche nuova iniziativa editoriale?
Certamente, e la sottoporrò presto al Consiglio di Presidenza della SIF. Ma non voglio rovinarvi la sorpresa: ci risentiremo presto su queste pagine!

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