Francesca Monti, un nuovo mandato come consigliere CUN

   29-03-2017    Leggi in PDF

Professoressa Monti, lei si è candidata per un secondo mandato come rappresentante dei Professori Associati di Fisica nel Consiglio Universitario Nazionale (CUN), e è stata rieletta con un ampio consenso. Quali motivazioni l'hanno spinta a ricandidarsi e come intende interpretare il suo ruolo di rappresentanza?
Come ho scritto nelle lettere di candidatura inviate ai colleghi e ai Direttori dei dipartimenti di Fisica, l’esperienza vissuta nei quattro anni del mio precedente mandato è stata molto positiva sia in termini di arricchimento professionale e umano, sia perché il ruolo e l'ascolto del CUN sono in una fase – per così dire – a derivata positiva. La spiegazione di questa derivata positiva è a mio parere da ricondurre alla riforma introdotta dalla legge 240/2010, la cosiddetta legge Gelmini, che ha comportato forti cambiamenti nella struttura di governo degli Atenei, nell'organizzazione e valutazione della didattica e della ricerca, e nel reclutamento della docenza, accendendo l'interesse e la sensibilità di tutte le componenti del mondo accademico, che nel CUN sono tutte rappresentate.

In cosa consiste il ruolo del CUN e da cosa dipende la possibilità che venga, come lei dice, "ascoltato"?
Il CUN è la sede istituzionale in cui si esprime l'intera comunità accademica. È organo di consulenza del MIUR e al tempo stesso l'unico i cui membri sono eletti e rappresentano tutte le componenti del sistema e tutte le discipline. Il CUN svolge funzioni di ordinaria amministrazione che sono vitali e che hanno un impatto concreto, diretto e immediato sulla vita del sistema: ordinamenti dei Corsi di Studio, passaggi di Settore Scientifico Disciplinare (rispetto ai quali il parere del CUN è vincolante, nel caso comportino un cambio di Macro-Settore Concorsuale), chiamate dirette dall'estero. La capacità del CUN di essere ascoltato quando si esprime attraverso pareri, mozioni e raccomandazioni dipende da un lato dalla capacità con cui i suoi membri ascoltano e traducono le esigenze della comunità accademica, dall’altro dalla credibilità, autorevolezza e fattibilità delle proposte avanzate all'interlocutore politico. La natura vincolante del parere del CUN nei passaggi di Macro-Settore Concorsuale e la modifica dell'articolo 16 della legge 240 relativo alle Abilitazioni Scientifiche Nazionali sono due esempi significativi di come la voce del CUN sia stata ascoltata in questi ultimi anni.

Quali sono a suo avviso le direzioni principali in cui si muoverà il CUN nei prossimi anni?
A sei anni dalla ricordata legge 240 il CUN ha pubblicato una sintesi dei propri documenti di analisi e proposte in uno studio intitolato "Università: le politiche perseguite, le politiche attese – Il difficile percorso delle autonomie universitarie 2010-2016". Studio che costituisce un'eredità e un punto di partenza per i prossimi anni, e che invito tutta la comunità accademica a leggere. Nel breve periodo, vedo come particolarmente cogenti la revisione dei Settori Scientifici Disciplinari e la revisione delle Classi di Laurea, in particolare Magistrale, anche per quanto attiene al tema della "formazione insegnanti" come delineato nella legge 107/2015, la cosiddetta "Buona Scuola".

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