"You can make the difference" – Italian Gender in Physics Day a Roma

M.R. Masullo   31-05-2017    Leggi in PDF

Roma, 10 maggio 2017: primo GENDER IN PHYSICS DAY italiano, più di 150 partecipanti. La prima giornata italiana sulle questioni di genere nella ricerca scientifica in fisica è stata organizzata dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) all'interno del progetto europeo GENERA, Gender Equality Network in the European Research Area, che si propone di implementare e monitorare, nelle organizzazioni di ricerca, Piani per l'Uguaglianza di Genere (Gender Equality Plans, GEP) specifici per il mondo della fisica.

Perché la fisica e le donne al centro del progetto? In generale, la comunità dei fisici sostiene di essere neutrale rispetto al genere. Tuttavia la bassa rappresentatività delle donne a tutti i livelli di carriera nel mondo della fisica è una questione non nuova, che non vede reali miglioramenti nel tempo. La Commissione Europea riconosce come uno dei problemi della ricerca pubblica e privata in Europa sia quello della scarsa presenza femminile, nonostante a livello di formazione post laurea il numero di donne in facoltà scientifiche sia in aumento (la rappresentanza femminile va dal 33% al 24% al 13% nei vari livelli di carriera nel campo STEM-scienza, tecnologia, ingegneria e matematica).

Per aumentare l'attenzione verso tali questioni, una delle iniziative di grande visibilità individuate da GENERA sono appunto i GENDER IN PHYSICS DAYS, eventi nazionali organizzati per scambiare esperienze e informazioni su diverse misure per promuovere l'uguaglianza di genere fra organizzazioni della ricerca europee, coinvolgendo a vari livelli il personale della ricerca e la dirigenza, oltre a soggetti interessati interni e esterni all'istituto che organizza l'evento.

Promuovere la raccolta sistematica e il monitoraggio di dati disaggregati sul personale, per sviluppare degli indicatori specifici di genere, è stato uno dei punti chiave discussi durante l'incontro di Roma, come hanno ben evidenziato le presentazioni di Sveva Avveduto (CNR), Wendy Hansen (UNU-MERIT Maastricht University) e Antonella Liccardo (Università di Napoli Federico II). La raccolta dei dati fornisce una foto dello stato di un ente, come precisato da Roberta Antolini (INFN), ma è solo il riconoscimento dei benefici della diversità come fonte di arricchimento della qualità della ricerca e dell'esistenza di stereotipi che può portare a identificare le misure necessarie per il cambiamento, come sottolineato da Claartje Vinkenburg (VU University Amsterdam). In tal senso è importante imparare dall’esperienza nell’ambito della fisica sull’applicazione dei piani di azioni positive, come emerso dalle relazioni di Wim Van Saarloos (Leiden University) e di Maria Rosaria Masullo (INFN), e confrontarsi sugli aspetti positivi e negativi di tali esperienze.

Non si parte quindi da zero, come ha sottolineato Speranza Falciano (INFN) del Governing Board di GENERA: "Lo scopo di GENERA è molto ambizioso, ma certamente non impossibile, grazie alle tante donne e uomini, che negli ultimi anni si propongono di costruire per gli enti di ricerca una struttura organizzativa che valorizzi al meglio la presenza femminile in tutti i ruoli, quelli di ricerca, tecnologici, tecnici e amministrativi, tutti essenziali all'ottenimento di risultati d'eccellenza".

La giornata ha avuto inoltre dei protagonisti d'eccezione: studenti e studentesse delle scuole secondarie superiori italiane che erano state coinvolte attraverso un concorso di idee sul tema "Donne e ricerca in fisica: stereotipi e pregiudizi". Sono stati esposti molti dei progetti realizzati dalle oltre 150 classi che hanno partecipato al concorso, e i migliori sono stati premiati al termine della conferenza. "Abbiamo ricevuto una grande ed entusiastica risposta da parte delle scuole", ha commentato Roberta Antolini.

E forse la visione del problema di questi studenti e studentesse, protagonisti entusiasti e pieni di aspettative future di questo G-day, può stimolare riflessioni nuove per capire che l'affrontare i problemi della discriminazione femminile può essere un'opportunità per migliorare la vita di tutte e tutti, lavorando insieme al processo trasformativo. "You can make the difference", come ci ha detto Wim Van Saarloos.

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