Futuro Remoto 2017 - Connessioni

A. Marino   31-07-2017    Leggi in PDF

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Estrazione dei DNA, a cura dell'Istituto ISASI del CNR.

Il mese di maggio ha visto tornare in piazza Futuro Remoto, il festival della scienza di Napoli ideato e realizzato da Città della Scienza. La sua 31a edizione, dedicata al tema delle “connessioni”, si conclude con una stima di 250.000 visitatori.

Da tre anni a questa parte l’evento ha un nuovo look: si svolge nel cuore della città, nella monumentale Piazza del Plebiscito, ed è del tutto gratuito per il pubblico. Questo nuovo format di Futuro Remoto dimostra che è possibile avvicinare i cittadini alla scienza, alla cultura e all’innovazione. Il successo di questa ultima edizione è stato nella capacità degli organizzatori di sfruttare il tema stesso delle connessioni per creare all’interno della piazza una sinergia tra le istituzioni: tra la Regione Campania e il Comune di Napoli, tra le sette Università della Campania, tra i centri di ricerca e il mondo dell’impresa. Per quattro giorni Piazza del Plebiscito è stata animata da 2000 ricercatori che hanno scelto di portare in piazza e mostrare al pubblico quello che avviene ogni giorno nei loro laboratori, da oltre 10000 dimostrazioni ed esperimenti per un totale di 550 realtà partecipanti. Non sono mancate le scuole, oltre 100, che hanno trasformato la piazza in un’aula didattica d’eccezione.

Le istituzioni che hanno portato la fisica in piazza sono state numerose, a partire dal Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Napoli, quello dell’Università degli Studi di Salerno, e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Per la prima volta gli Istituti del CNR sono stati accorpati in un unico "Dome", con la partecipazione dell’Istituto di Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti "Eduardo Caianiello" (ISASI), dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo "Mauro Picone" (IAC), dell’Istituto per la Microelettronica e Microsistemi (IMM), dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse (IBBR), dell’Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni (ICAR), dell’Istituto di Biochimica delle Proteine (IBP), dell’Istituto di Genetica e Biofisica "Adriano Buzzati Traverso" (IGB), dell’Istituto di Biostrutture e Bioimmagini (IBB), dell’Istituto per l'Endocrinologia e l'Oncologia Sperimentale "Gaetano Salvatore" (IEOS), dell’Istituto Superconduttori, Materiali Innovativi e Dispositivi (SPIN), dell’Istituto di Ricerche sulla Combustione (IRC), dell’Istituto di Scienza dell'Alimentazione (ISA), dell’Istituto Nazionale di Ottica (INO), nonché della rete scientifica MoSeF. Tra i giovanissimi, anche l’associazione di studenti di fisica di Napoli, i PONYS, che hanno portato sul palco il loro Speed Dating Scientifico, Physica in Fabula, e dieci banchetti tematici con esperimenti di fisica.

Il nuovo format di Futuro Remoto avvicina la gente alla scienza molto più di quanto non avvenisse in passato. Avvicina anche le istituzioni governative, come il Comune e la Regione, che da tre anni sostengono e credono in questo nuovo festival, come momento di fruizione cittadina e non solo per gli appassionati di scienza. Non ci resta ora che aspettare un altro anno, per vedere quali altre sorprese ci riserverà la scienza in piazza.

Immagine in homepage: Foto di Giuliana Galati.

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