Diventare insegnante: fiat FIT

I. Rabuffo   29-09-2017    Leggi in PDF

Per la terza volta su SIF Prima Pagina ci troviamo a fare delle considerazioni sul tema "Formazione e reclutamento insegnanti", tema di importanza fondamentale per la Scuola, per l'Università e per la società in generale (i due precedenti interventi sono consultabili qui e qui).

Il nuovo percorso per chi sceglierà di dedicarsi all'insegnamento, e che sostituisce il Tirocinio Formativo Attivo (TFA), è indicato dalla sigla FIT (Formazione Iniziale e Tirocinio). Esso prevede un anno di formazione universitaria e due anni di tirocinio retribuito presso la Scuola per concedere, infine, l'accesso ai ruoli a tempo indeterminato. Il primo atto del piano di formazione è tuttavia il superamento di un concorso, al quale si può accedere solo se si sono preventivamente acquisiti 24 CFU in 4 ambiti: psicologico, pedagogico, antropologico e nell’ambito delle metodologie e tecnologie didattiche.

Il percorso FIT è destinato a incidere, in prospettiva, sull’attuale assetto delle Lauree Magistrali. Se l'Università non si organizza in tempo per tali necessità, previste già per il 2018, sarà tagliata fuori dal campo, che verrà occupato rapidamente dalle Università telematiche (che si stanno già organizzando). C'è inoltre da tener conto del fatto che, probabilmente, tali attività potrebbero rientrare nella cosiddetta "Terza Missione" e quindi essere oggetto di valutazione dei singoli Dipartimenti e dell'Ateneo nel suo complesso.

La SIF e le società scientifiche affini, come l’Unione Matematica Italiana (UMI) e l'Associazione per l'Insegnamento della Fisica (AIF), hanno monitorato attentamente le varie fasi con cui il provvedimento di formazione degli insegnanti si è evoluto a partire dalla Legge 107/2015 (recante la riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione) per poi passare al Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 59  (attuativo della legge 107 e pubblicato il 16 maggio 2017), per finire col Decreto Ministeriale del 10 agosto 2017, n.616. In quest'ultimo decreto sono contenute le regole di interpretazione dei 24 CFU necessari per accedere al concorso iniziale, e nella sua formulazione è stato cruciale il parere del CUN che il MIUR ha, per fortuna, totalmente recepito. Tale parere è espresso in un documento (prot. n.17466 del 14 giugno 2017) completo, chiaro e curato in ogni dettaglio: tutti gli aspetti del disegno di formazione e reclutamento, sia nel transitorio che a regime, sono stati analizzati e sono state suggerite sagge formule di applicazione.

Per ora, comunque, il Ministro si è espresso solo sui 24 CFU pre-concorso definendone le modalità di acquisizione nonché i settori scientifico disciplinari per la loro acquisizione. In sintesi: la scelta dei 24 CFU dev'essere spalmata su almeno 3 dei 4 ambiti consentiti garantendone almeno 6 su ciascuno, pertanto è sufficiente ridurre a 12 CFU la scelta sugli ambiti trasversali e optare sui disciplinari per i restanti 12 CFU. I settori consentiti per le metodologie e tecnologie didattiche della Fisica sono FIS/08 e, nel transitorio, anche FIS/01. Questa è una scelta molto equilibrata, frutto dell’importante trattativa dei nostri rappresentanti al CUN.

Colgo l'occasione per esprimere il mio personale auspicio che il settore FIS/01 non venga escluso a regime perché è l'unico spazio dove l'aspetto sperimentale può essere esercitato, e non serve sottolineare quanto l’ambiente del laboratorio sia didatticamente formativo per chi vuole trasmettere la conoscenza nell’ambito scientifico.

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