Notte Europea dei Ricercatori 2017

A. Bruni   30-10-2017    Leggi in PDF

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La Notte Europea dei Ricercatori a Bologna.

Un bagno di folla e di entusiasmo. Così definirei l’ultima edizione della Notte Europea dei Ricercatori che venerdì 29 settembre 2017 ha avvicinato il pubblico di ogni età alla ricerca, presentata in modo giocoso direttamente da chi ne è autore.

In oltre 60 città italiane, le ricercatrici e i ricercatori, che sono in gran parte anche dei giocherelloni, hanno dato il meglio di sé, con entusiasmo e generosità, parlando a bambini e adulti, raccontando di dinosauri, mostri marini, esplorazioni spaziali, viaggi nel tempo, vulcani, forze cosmiche e bolle di sapone. Inventando un linguaggio preciso e immaginifico declinato in nuove forme espressive. Bambini e adulti, da parte loro, si sono cimentati in ogni tipo di esperimento, spettacolo, concorso, laboratorio. Affrontando temi insoliti, insetti da mangiare, robot, abitazioni costruite col fango, familiarizzando con nuovi materiali, popoli scomparsi e ritrovati, forze naturali e tecnologie futuribili. Accettando di trasformarsi per una sera in scienziati. Se gran parte delle attività riguardano le scienze matematiche e sperimentali, molti sono stati i momenti di incontro con discipline come l’arte, la musica, la danza, le arti circensi, che sono forme di conoscenza altra, complementare.

La Notte dei Ricercatori, organizzata dal 2005 su iniziativa della Commissione Europea, si è negli anni allargata a quasi tutti i Paesi europei, dal Portogallo, alla Finlandia, alla Turchia, coinvolgendo un numero crescente di città, università, istituzioni scientifiche, enti pubblici, musei, scuole, luoghi pubblici e privati.

Il successo crescente, in parte inaspettato, della Notte pone nuove sfide. A Bologna, oltre 4mila persone si sono affollate attorno alle attività sperimentali o di divulgazione ospitate nell’atrio medioevale del Palazzo Comunale, oltre 2mila si sono alternate negli spazi della Biblioteca centrale Salaborsa, per un pubblico stimato in città di 8mila persone. Proporre attività sperimentali a numeri di pubblico così elevati chiede nuove soluzioni, come moltiplicare le occasioni di incontro distribuite durante tutto l’anno e aumentare il numero dei divulgatori. In molte scuole sono stati gli studenti stessi, di frequente chi nei mesi scorsi aveva partecipato a corsi di alternanza scuola-lavoro entro istituzioni scientifiche, a parlare di ricerca a loro coetanei o ai genitori, creando inediti linguaggi per divulgare la scienza.

I riferimenti ai diversi progetti europei che hanno organizzato la Notte sono rintracciabili a partire dal sito web dell'evento.

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