Grandi novità per il fisico professionista

S. Croci   30-11-2017    Leggi in PDF

Grandi novità per il fisico professionista

Da sinistra: Giovanni Fiorentini, Simonetta Croci, Roberto Fornari, Luisa Cifarelli, Francesco Fidecaro.

Il 22 novembre 2017, presso l'Aula Magna dell'Università di Parma, si è tenuta un'Assemblea Straordinaria della Società Italiana di Fisica (SIF) su "Norma UNI e Ordine Professionale: novità per i laureati in fisica". Il momento è particolarmente caldo.

Per Luisa Cifarelli, dando i saluti di benvenuto insieme al Pro Rettore alla Ricerca dell’Università di Parma, "si tratta di una grande opportunità per le vocazioni scientifiche".

In apertura dei lavori, Simonetta Croci presenta il lungo iter che ha portato allo stato attuale. Tra settembre e fine ottobre vi è stata la pubblicazione della Norma UNI 11683:2017 - "Attività professionali non regolamentate – Fisico professionista – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza", e l'approvazione alla Camera dell'atto 3868 che modifica il Consiglio Nazionale dei Chimici (CNC) in Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici. Si tratta del tanto discusso DDL Lorenzin che ora dev’essere nuovamente calendarizzato per l’approvazione al Senato. Nel caso d’approvazione definitiva la Norma UNI 11683:2017 andrebbe a decadere.

Sappiamo che per i più il fisico è lo scienziato o l'insegnante, ma i numeri dicono qualcosa di diverso e molte sono le competenze e conoscenze di questo professionista. Nel lavorare sulla stesura della Norma e per la realizzazione dell'Ordine è emerso chiaramente come il fisico possa svolgere attività che spaziano dalla produzione di beni e servizi, alla geofisica e meteorologia, passando da ambiente, territorio, beni culturali e scienze forensi, senza dimenticare l'importante ambito della fisica medica. Tuttavia, contrariamente ai chimici, agli ingegneri, ai biologi e a molti altri, non ha un Ordine Professionale o un Albo.

Francesco Fidecaro, Direttore del Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa fino all'anno scorso e relatore nel gruppo di lavoro per la stesura della Norma UNI, presenta nel dettaglio la struttura della Norma articolata in quattro profili. Il fisico professionista è una realtà che deve essere sostenuta dai Corsi di Laurea, in quanto, come riferisce lo stesso Fidecaro, "meno del 10% dei laureati in fisica è assorbito dalla ricerca pubblica". I curricula universitari sono costituiti da un pacchetto di crediti formativi identificati da Settori Scientifico Disciplinari (SSD), che nella loro breve descrizione, a volte rischiano di non essere esaustivi e di escludere degli ambiti importanti, il riferimento è su FIS/07: lo spiega nel dettaglio Giovanni Fiorentini dell'Università di Ferrara e membro del Consiglio Universitario Nazionale (CUN).

La parola passa poi a Mara Altieri della DEKRA T&C, laureata in fisica e professionista, che spiega l'iter di certificazione e il percorso che insieme associazioni professionali, società scientifiche, professionisti e università dovranno affrontare se si vuole che la Norma UNI sul fisico professionista appena pubblicata sia fruibile per i laureati in fisica per essere certificati nella loro professione. Percorso questo appena concluso dai geofisici, come spiega Marina Baldi (IBIMET-CNR): "La meteorologia è un settore molto variegato, chiunque può fare previsioni meteo, dunque è necessaria una certificazione della professione". Alla fine un punto è chiaro, la certificazione è un processo che avviene da parte terza e pertanto non può avvenire da associazioni professionali che sono parte seconda e che possono solo fare attestazioni.

Il fuoco della giornata passa quindi sull'altra grande novità: la Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici che se il DDL Lorenzin fosse approvato in modo definitivo al Senato, sarebbe istituita garantendo anche ai fisici un Ordine Professionale, al pari di ingegneri e avvocati. Come spiega Mauro Bocciarelli, tesoriere del CNC, "ci sarà da fare molto lavoro e velocemente", qualora il DDL Lorenzin fosse approvato, per scrivere regolamenti e statuti. È Luca Moro dell'Associazione Italiana di Fisica Medica (AIFM) a chiudere i lavori, ribadendo che "il fisico medico è presente nella maggior parte delle strutture sanitarie italiane e la sua figura professionale deve essere riconosciuta".

Alla fine della giornata esce chiaro e forte il messaggio che molto è ancora da fare sia sul fronte della Norma UNI sia sul fronte dell'Ordine, ma che le strade sono state finalmente tracciate e definite.


Simonetta Croci
Consigliere SIF

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