Nessun uomo è un'isola: la visione del nuovo chair di EPS Young Minds

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A. Marino   29-06-2018    Leggi in PDF

"No section is an island": ecco come si è presentata Roberta Caruso alla candidatura per la direzione del progetto Young Minds (YM) della European Physical Society (EPS). Con più candidati in lizza, Roberta ha voluto presentare la sua visione per il futuro di YM. Una visione secondo la quale il networking giocherà un ruolo sempre più rilevante e strategico nella professione del fisico. E questo scenario, unitamente alla sua esperienza come membro di YM sin dalla sua nascita nel 2010, ha fatto sì che a maggio 2018 sia stata eletta come nuovo chair per il prossimo biennio.

La dott.ssa Caruso si laurea in fisica all'Università degli Studi di Napoli Federico II nel 2014, per poi proseguire presso lo stesso ateneo il dottorato di ricerca, conclusosi nel 2018 con una tesi sulle proprietà delle giunzioni Josephson ferromagnetiche non convenzionali. Attualmente è borsista presso il Centro di Servizi Metrologici Avanzati (CeSMA) dell'Università Federico II. Raggiungo Roberta nel suo laboratorio per farle qualche domanda, su questa nuova sfida e sui suoi progetti per il futuro. La trovo con i guanti alle prese con il travaso di elio liquido ed un criostato più alto di lei. Riesco a rubarle qualche minuto, tra una misura e l’altra.

Roberta entra in YM sin dalla sua nascita nel 2010, fondando a Napoli la prima section italiana. Ne diviene il presidente dal 2012 al 2013, per poi entrare nel 2015 nel YM Action Committe, ed infine ne diviene il chair quest’anno. Quando le chiedo in che modo Young Minds abbia aiutato la sua carriera inizia un racconto appassionato. È la storia della crescita di una studentessa della triennale in fisica, che anno dopo anno inizia ad interagire con gli altri in un contesto accademico internazionale, partecipando a e organizzando eventi scientifici. Roberta parla con normalità del far parte di una comunità europea, che le ha fatto conoscere gente ed abitudini diverse, contribuendo a renderla un cittadina europea. Mai come in questi giorni, alla vigilia di un governo la cui posizione rispetto all'Europa e l'immigrazione sono più che controversi, a soli due anni dalla Brexit, sentire un giovane fisico parlare del sentirsi cittadino europeo stupisce, conforta.

Alla domanda sul dove trovi il tempo per YM, Roberta mi risponde che professionalmente una delle cose più importanti che YM le ha insegnato è proprio gestire il tempo. Non sarà un caso che stiamo parlando mentre lentamente inserisce il criostato nel bagno di elio liquido. Roberta ha una visione molto chiara di quello che era, di quello che è, e di dove che vorrebbe fosse YM fra due anni. YM ha ormai raggiunto la massa critica per essere considerato un vero network, competitivo sui temi del professional development e dell'outreach che può essere uno strumento di sostegno e di crescita non solo per i giovani fisici, ma anche per le società come la SIF e l'EPS che necessitano di interfacciarsi con chi un giorno ne gestirà il futuro.

Concludo la mia chiacchierata con Roberta chiedendole i suoi tre desideri se ora avesse davanti una lampada di Aladino per fisici: una cascata di ottime pubblicazioni, fare qualcosa di nuovo per cui si possa dire "quello l'ha fatto Roberta", e la certezza di un posto di lavoro nella ricerca scientifica. I primi due sono i sogni di un fisico, l'ultimo di un giovane fisico.

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