La scienza a bordo del Nanuq sulle tracce del dirigibile Italia

D. De Gruttola   31-07-2018    Leggi in PDF

Nella suggestiva cornice del Palazzetto Mattei, all'interno di Villa Celimontana a Roma, si è svolta venerdì 6 luglio alle 11.30 la conferenza stampa di presentazione di Polarquest 2018. La spedizione in Mare Artico è partita il 21 luglio dall'Islanda per effettuare una circumnavigazione completa delle Isole Svalbard sulle tracce del dirigibile Italia, perseguendo la grande sfida di individuare i resti del dirigibile di Umberto Nobile, che subì un tragico incidente nel 1928, al ritorno dalla missione scientifica che con successo arrivò al Polo Nord.

Polarquest 2018 sta utilizzando un veliero sostenibile di 18 m, il Nanuq (orso polare in lingua inuit), che ospiterà quattro importanti progetti scientifici:

1. PolarQuEEEst (dall'acronimo del Progetto Extreme Energy Events) – per la misura dei raggi cosmici a latitudini polari, con un rivelatore a scintillazione sviluppato presso il CERN di Ginevra dal Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi (Centro Fermi), in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), e con la partecipazione di studenti di licei e istituti tecnici di Italia, Norvegia e Svizzera;
2. Nanuq-MANTANET – per il campionamento di microplastiche in mare, mediante dispositivo di cattura MANTANET, sotto la responsabilità scientifica dell'ISMAR-CNR di Lerici, per la prima volta oltre gli 80° N;
3. AURORA – per l'osservazione geografica della costa settentrionale di Spitsbergen e dei litorali della Nordaustlandet, definito dal GREAL dell'Università Europea di Roma e dalla Società Geografica Italiana, con droni “consumer-level”;
4. Arco di Nobile – per la sperimentazione di un sonar multi-beamer di nuova concezione, sviluppato dall’azienda norvegese NORBIT per la scansione tridimensionale ad alto livello di dettaglio del fondo marino, ad oggi scarsamente cartografato, nella zona di massima probabilità di caduta del dirigibile Italia.

La conferenza stampa è stata presentata dal Presidente della Società Geografica Italiana, Filippo Bencardino, e moderata dal Segretario Generale, Rosella Belluso. La spedizione, con le sue sfide in ambito scientifico ed esplorativo, è stata illustrata nel dettaglio dal capo progetto Paola Catapano, giornalista scientifica del gruppo comunicazione del CERN, che ha coinvolto con il suo entusiasmo i partecipanti alla conferenza e ha fornito dettagli molto particolari sulla navigazione svelando curiosità di ogni genere (dal modo in cui la barca riuscirà ad auto sostenersi in maniera ecologica durante il mese di navigazione al Polo Nord, fino alla preparazione psicologica e fisica di ogni singolo componente su come affrontare un ambiente così ostile e la presenza massiccia di orsi polari!).

In seguito la parola è passata al geografo Gianluca Casagrande, responsabile del programma di osservazione geografica, al coordinatore tecnico e pilota di droni Mike Struik e a Peter Gallinelli, comandante della spedizione, progettista e costruttore dell’imbarcazione Nanuq. Luisa Cifarelli, Presidente del Centro Fermi, ha poi descritto il rivelatore PolarQuEEEst per la misura dei raggi cosmici a quelle latitudini quasi inesplorate. Il rivelatore utilizza l’avanzata tecnologia messa a punto nell'ambito dell'esperimento ALICE del CERN e ottimizzata per il progetto EEE – Extreme Energy Events - La Scienza nelle Scuole, che da ormai 14 anni coinvolge in prima persona gli studenti delle scuole superiori italiane e, recentemente, anche di diversi paesi europei, nella ricerca sulla fisica delle particelle.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche Sergio Alessandrini, nipote di Renato Alessandrini, storico attrezzista dei celebri dirigibili Norge e Italia. Il discendente del membro dell’equipaggio dell'Italia ha voluto ricordare l’impresa compiuta 90 anni fa e augurare il ritrovamento dei resti del dirigibile, pur sottolineando l'estrema difficoltà di questa impresa.

L'evento si è concluso con alcuni quesiti posti dai partecipanti, curiosi, specialmente, di capire come il progetto affronterà le enormi difficoltà dovute alle estreme condizioni in cui la barca Nanuq, completamente ecologica, si troverà a navigare, aggiungendo all’importanza scientifica della spedizione un tocco di avventura e di gusto per la sfida.

Tutte le attività scientifiche di Polarquest2018 saranno documentate e divulgate in diretta attraverso i social media e il sito web del progetto, i collegamenti in diretta con Rai 1 durante la trasmissione La vita in diretta estate, e la produzione di un documentario che sarà diffuso su diversi canali internazionali.


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