Aldo Pontremoli ieri e oggi

L. Gariboldi   29-08-2018    Leggi in PDF
Crediti: “Vita di Aldo Pontremoli” di Gian Pietro Giordana (Roma: A.F. Formíggini, 1933).

Il 25 maggio 1928 il dirigibile Italia, addetto al trasporto della prima spedizione scientifica in Artide, al ritorno verso il campo base perse quota e urtò la banchisa sulla quale furono scaraventate alcune delle persone a bordo e parte delle attrezzature. Ebbe inizio l’epopea del recupero dei dispersi simboleggiata dalla Tenda Rossa. Dopo l’urto il dirigibile riprese quota, trasportando con sé le persone rimaste a bordo verso una morte a tutt’oggi ignota nei suoi dettagli. Tra queste persone vi era il fisico italiano Aldo Pontremoli.

Nato a Milano nel 1896, Pontremoli era nipote di Luigi Luzzatti, un importante politico italiano a cavallo tra XIX e XX secolo. Dopo la Prima Guerra Mondiale Pontremoli si laureò in Fisica a Roma con Orso Mario Corbino. Proseguì i suoi studi a Cambridge, presso il Cavendish Laboratory, impratichendosi nelle ricerche sperimentali in fisica atomica e nucleare sotto la direzione di Rutherford. Tornato a Roma, le ricerche di Pontremoli si concentrarono sull’elettrodinamica e la struttura della materia, in collaborazione anche con Fermi e Persico. Conseguita la libera docenza in Fisica Superiore nel 1924, Pontremoli venne indicato da Corbino alla Regia Università di Milano, appena fondata, per l’insegnamento della Fisica Complementare (una materia che comprendeva i capitoli più avanzati dell’elettromagnetismo e della termodinamica e tutta la fisica moderna, relativistica e quantistica).

A Milano Pontremoli fondò il primo Istituto di Fisica che, grazie all’abilità nel reperire finanziamenti privati, dotò di un laboratorio di radiologia ottimamente attrezzato anche per misure mediche e industriali. La Società Italiana di Radiologia Medica lo affiancò al laboratorio di fisica dell’Istituto di Sanità Pubblica di Roma come unico laboratorio universitario autorizzato a studi e controlli radiologici. Nel 1926 risultò nella terna vincente, insieme a Fermi e Persico, del primo concorso italiano di Fisica Teorica. Dietro invito di Umberto Nobile, si occupò dell’organizzazione delle ricerche scientifiche per la spedizione artica del 1928, progettando, costruendo e testando parte degli strumenti. La spedizione prevedeva campagne di misura sia a bordo del dirigibile, sia in caso di atterraggio: mappatura delle zone esplorate, studio dell’elettricità atmosferica e della radiazione cosmica, meteorologia, geomagnetismo, gravimetria, propagazione delle onde radio, oceanografia, batteriologia. A 90 anni dalla sua scomparsa, per onorare la sua memoria, il 16 ottobre 2017 il Dipartimento di Fisica dell’Università di Milano ha votato all’unanimità la proposta avanzata dal direttore Giovanni Onida di intitolare il dipartimento ad Aldo Pontremoli. La decisione è diventata operativa con il decreto rettorale del 13 dicembre 2017.

Un altro anniversario legato a Pontremoli cade nel 2018: gli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali che, indirettamente, colpirono Pontremoli nella sua memoria. La borsa di studio “Aldo Pontremoli”, finanziata da una donazione fatta da sua madre, fu sospesa in quanto intitolata a un ebreo. Il 23 maggio 2018, all’evento commemorativo sulla spedizione del dirigibile Italia ospitato dal Museo Nazionale di Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci”, il rettore Gianluca Vago ha annunciato, alla presenza degli eredi di Pontremoli, l’istituzione di un premio di laurea per studenti di Fisica a lui intitolato, come doverosa riparazione di una delle pagine più vergognose della storia italiana.

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