Un ricordo di Etra Connie Occhialini (1951-2019)

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P. Tucci   30-08-2019    Leggi in PDF

Il 3 luglio scorso è venuta a mancare Etra Connie Occhialini. Figlia di Constance Charlotte Dilworth (1924-2004) e Giuseppe Paolo Stanislao Occhialini (1907-1993), a parte per il suo cognome e per quello di sua madre, è poco nota ai fisici, anche se i colleghi dei suoi genitori la conoscevano bene e la chiamavano affettuosamente "Connie the Pooh".

Al liceo Etra aveva mostrato attitudine per l'analisi semiologica. Nel giornalino della scuola elencava ciò che allora era di moda o fuori moda, assegnando un punteggio a ogni argomento o personaggio: Paperino non era più di moda: -1; I Promessi Sposi erano di moda: 0; Pinocchio, invece, sarebbe diventato di moda: +1. Con consapevole leggerezza citava Descartes, Barthes, Eco, ma anche Giangiacomo Feltrinelli con i suoi baffoni; oppure Andrea Valcarenghi, futuro fondatore della rivista satirica "Re nudo", al quale occorreva rivolgersi per acquistare cravatte a fiori, allora di gran moda. Etra aveva scelto Architettura e a essa si è dedicata fino agli ultimi giorni della sua vita.

I suoi genitori Connie e Beppo, come Dilworth e Occhialini venivano amichevolmente chiamati dai loro colleghi, sono stati professori dell’Università degli Studi di Milano Statale, noti nel mondo scientifico per i loro studi sui raggi cosmici, le attività, i laboratori, la capacità di innovazione nei temi delle loro ricerche, la partecipazione a organismi scientifici internazionali. Ma noti anche per la loro estrosità: la confusione nella quale avevano lasciato la documentazione delle loro attività ne è testimonianza. Connie, alla morte di Beppo, aveva tentato di mettere ordine nelle loro carte, dove erano depositati anche molti ricordi personali, ma era un lavoro che non gradiva e non lo portò mai a termine. Beppo è andato vicino al Premio Nobel: scherzosamente i fisici della sua generazione dicevano che se qualcuno di loro voleva vincere il Nobel doveva lavorare con Beppo, così come avevano fatto P. Blackett e C. Powell, insigniti del Premio rispettivamente nel 1948 e 1950.

Etra ha reso un grande servigio ai fisici e agli storici, consentendo che lo sterminato archivio dei suoi genitori fosse reso disponibile alla comunità degli studiosi. Insieme a Giorgio Sironi andammo a Marcialla con un furgone nel quale stipammo le carte che furono riunite con quelle già esistenti nella Sezione di Storia della Fisica di Via Brera a Milano e riordinate dall'archivista Agnese Mandrino. La consistenza e l'importanza dell'Archivio, nonché le circostanze del suo recupero e riordino, sono descritte nel volume "The Occhialini-Dilworth Archive" in The Scientific Legacy of Beppo Occhialini (di E. Occhialini e P. Tucci), pubblicato dalla SIF nel 2006. Fu Etra a suggerire che sul frontespizio del volume fosse inserita la foto di Beppo alpinista.

Si è poi provveduto al trasferimento dell'"Archivio Occhialini-Dilworth" presso la Biblioteca del Dipartimento di Fisica in via Celoria dove è tuttora conservato. Etra aveva consegnato tutte le carte dei suoi genitori, consapevole che esse sarebbero state di grande interesse per gli studiosi. È nota la passione di Beppo per la fotografia, e nell’archivio non mancano foto di Etra bambina. Mi aveva chiesto, con discrezione e fiducia, senza imporre restrizioni sull'uso dell'archivio come sarebbe stato suo diritto, che i ricordi personali rimanessero riservati.

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